Mingky, un piccolo di orango, ha trascorso i suoi primi tre anni di vita in una condizione di forte disagio e sofferenza. Il cucciolo ha atteso per quasi un anno che qualcuno si degnasse di salvarlo, di liberarlo dalla sua schiavitù a catena. Probabilmente strappato dalla braccia amorevoli di sua madre, forse deceduta, come molti dei suoi giovani simili è stato catturato ancora cucciolo, dalle foreste dell’Indonesia. Chi lo aveva prelevato e accolto come animale di intrattenimento, deve aver deciso di liberarsene consegnandolo ad altri. Così il baby orango è finito in possesso di un amico del suo ex proprietario, che l’ha voluto come esemplare per divertire la sua famiglia.

Ma come ha specificato anche il direttore e fondatore della Orangutan Information Centre (OIC), Panut Hadisiswoyo, l’orango è rimasto per quasi un anno tra due palazzi. Nessun riparo, nessuna premura, la scimmia è rimasta a catena corta in una striscia di cemento angusto tra due edifici. Solo il cibo fornito una volta al giorno, ogni tanto del riso, a spezzare la monotonia e la schiavitù quotidiana. Per fortuna, nonostante l’indifferenza dei passanti, il piccolo è stato intercettato e la OIC ha chiesto il supporto della autorità locali. La detenzione dell’animale era del tutto illegale, quindi l’ex proprietario ha dovuto immediatamente consegnare il piccolo.

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Vista la dinamica contorta che ha portato al possesso di Mingky, le autorità hanno deciso di non accusare l’ultimo proprietario, ma di concentrarsi sul suo benessere. Dopo averlo sedato, perché terrorizzato, l’orango è stato liberato e accolto presso il Sumatran Orangutan Conservation Programme (SOCP). Dopo un periodo di quarantena dovrà affrontare un percorso riabilitativo per un futuro reinserimento in natura, ma solo quando avrà recuperato tutte le sua capacità per interagire con la natura. Purtroppo la condizione di Mingky non è così anomala, da tempo gli orango sono al centro di una forte condizione di tortura. Tra il bracconaggio, la vendita e l’uccisione per le piantagioni di olio da palma, la loro esistenza è a rischio estinzione.

2 novembre 2016
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I vostri commenti
Sergio, mercoledì 2 novembre 2016 alle13:12 ha scritto: rispondi »

.. infinita imbecillità..

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