Mentre il mondo discute delle uccisioni forse immotivate allo zoo di Copenhagen, in quel di San Diego si compie un miracolo. Un piccolo gorilla, nato in condizioni di emergenza e gravemente malato, si è potuto finalmente ricongiungere con la madre.

Entrata in travaglio lo scorso 12 marzo, per mamma gorilla il momento del parto è stato tutt’altro che semplice. Dopo quasi 13 ore di inutili tentativi, il primate è stato sottoposto a un delicato parto cesareo, alla presenza dei massimi esperti di chirurgia neonatale e anestesiologia dell’Università della California. Terminato con successo l’intervento, però, per il cucciolo è iniziato il calvario.

Visitato immediatamente dopo il parto, una radiografia al petto ha svelato un polmone collassato, ricolmo di muco forse assorbito durante il travaglio. Così i medici, dopo aver aspirato le sostanze estranee, hanno riportato l’organo alla sua piena funzionalità. Peccato, però, che il difficile parto abbia sottoposto il piccolo all’aggressione dei batteri e si sia perciò ammalato di polmonite. Per 13 giorni è stato quindi separato dalla madre, affinché fosse monitorato 24 ore su 24 con la somministrazione di antibiotici e di ossigeno.

Fortunatamente il baby gorilla ha superato con successo la sua malattia e, tornato in forze, nella giornata di ieri ha potuto ricongiungersi con la madre. L’incontro è uno di quelli strappalacrime: il grande primate, da giorni depresso e triste per l’assenza del figlio, ha immediatamente stretto al petto il cucciolo, non lasciandolo mai per un istante. E nonostante la separazione forzata di quasi 15 giorni, l’istinto di cura e protezione non è venuto meno: la gorilla allatta il cucciolo ogni due ore, così come normale che sia, lo pulisce di continuo ed ha già introdotto il nuovo arrivato agli altri membri del branco. Un fatto che ha stupito gli stessi addetti dello zoo, perché Imani – questo il nome della madre – ha avuto la sua prima gravidanza in tarda età, verso i 18 anni, quindi nessuno avrebbe potuto prevedere come avrebbe reagito alla presenza di un figlio.

27 marzo 2014
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