Babbo Natale: origini e leggenda

Le celebrazioni per il Natale sono sempre più vicine e, come vuole tradizione, per i bambini la notte tra il 24 e il 25 dicembre sarà davvero magica: è proprio in questa data, infatti, che Babbo Natale consegna i suoi doni. Una figura entrata ormai da decenni nella tradizione delle feste di ogni famiglia, ma dove ha origine l’immagine dell’anziano e generoso barbuto e, soprattutto, quali leggende hanno rafforzato l’usanza?

Prima di cominciare, è bene specificare come ogni Paese segua proprie tradizioni relative ai doni per i più piccoli nel periodo natalizio. Nelle nazioni del Nord Europa, ma anche in alcune regioni del Sud Italia, l’usanza è connessa alle celebrazioni per San Nicola del 6 dicembre. In altre, come nella provincia di Milano, Babbo Natale è spesso sostituito da Gesù Bambino. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno un carattere unicamente illustrativo, poiché difficile è ricostruire tutte le specificità tradizionali locali.

San Nicola: le origini della tradizione

San Nicola

Wikipedia

La figura moderna di Babbo Natale, nelle sue varie declinazioni mondiali, fonda la sua origine in San Nicola: il vescovo di Myra in Licia, ovvero l’attuale Turchia, vissuto nel 270. In Italia, in particolare, il culto del santo si diffuse soprattutto attorno all’anno mille, quando alcune reliquie vennero traslate a Bari, dove oggi sorge l’omonima basilica. Altre sono invece conservate nell’abbazia si San Nicolò a Lido di Venezia, ma anche a Rimini.

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Il santo visse un’esistenza abbastanza tranquilla: dopo aver partecipato al primo Concilio di Nicea, nel 325, per poi passare a miglior vita qualche anno più tardi, di vecchiaia. Il culto del vescovo si sviluppò soprattutto tra il VII e il VIII secolo, durante la battaglia tra Bizantini e Arabi per il controllo del mare: San Nicola divenne il protettore dei marinai Bizantini e, in tempi più moderni, della marina in generale. La devozione verso il santo ebbe proprio in quel periodo una diffusione molto veloce, coinvolgendo i Paesi cristiani affacciati sul Mediterraneo, l’Europa centrale e anche la Russia.

Il legame tra San Nicola e l’usanza dei doni ai più piccoli, però, è legata ad altri episodi. Il primo relativo alla storia di tre giovani ragazze, che il santo aiutò economicamente regalando loro dei sacchi d’oro, affinché potessero avere una dote ed evitare una vita di prostituzione. La seconda, invece, farebbe riferimento a tre bambini uccisi in una locanda, i cui resti vennero conservati in alcune botti. San Nicola, raggiunto il luogo, pregò per la loro salvezza e i piccoli tornarono in vita. Queste due narrazioni hanno quindi consolidato la figura del vescovo come uomo generoso e devoto al prossimo, pronto a offrire doni a chi in difficoltà e a proteggere l’esistenza dei più piccoli.

Babbo Natale moderno: storia e leggende

Babbo Natale e cibo

L’evoluzione di Babbo Natale, così come lo si conosce oggi, è molto più recente rispetto alle vicende di San Nicola, a cui tuttavia la storia si ispira. Gran parte delle culture europee del XVII secolo conservavano, nelle loro tradizioni, la figura di un’entità portatrice di doni. In particolare, nei Paesi britannici, Nord Europei e nelle aree di lingua tedesca risultava consueta la narrazione di un anziano barbuto e dalla corporazione solida, dotato di mantello e pelliccia per resistere al freddo. Da questo anziano di sviluppò Sinterklass, un personaggio olandese ispirato proprio a San Nicola, poi evolutosi nelle varie nazioni come Sint Nicolaas, Santa Claus, Saint Nicholas e via dicendo.

È però con Clement Clarke Moore, autore newyorkese del 1800, che l’usanza assunse i caratteri odierni. Nel 1823 scrisse la poesia “A Visit from Saint Nicholas”, con protagonista un uomo anziano e canuto, dalla barba molto lunga e vestito di rosso, quasi a ricordare un elfo. L’anziano era solito viaggiare per tutto il mondo durante la notte di Natale, con un sacco pieno di giocattoli da donare ai bambini, passando di casa in casa. Qualche anno più tardi, nel 1862, l’illustratore Thomas Nast raffigurò il personaggio narrato nella poesia per la rivista Harper’s Weekly, con le caratteristiche rimaste invariate fino a oggi. L’associazione con le renne, le fedeli aiutanti di Babbo Natale pronte a trainare la sua slitta per i cieli, deriverebbero invece dalla tradizione svedese, dove Santa Claus si recava di casa in casa aiutandosi con una corpulenta capretta.

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In merito alle leggende su Babbo Natale, innanzitutto bisogna considerare come la tradizione non venga festeggiata in tutto il mondo nello stesso giorno. Dove prevale la narrazione di San Nicola o Santa Claus, infatti, i doni per i bimbi giungono tra il 5 e il 6 dicembre. Negli altri Paesi, invece, le celebrazioni sono state associate il 25 dicembre per la concomitanza con le feste relative alla Natività.

Ancora, leggenda vuole che Babbo Natale viva nei pressi del Polo Nord – in particolare in Lapponia, nella città di Rovaniemi – dove per tutto l’anno prepara il suo viaggio da una casa all’altra, aiutandosi con dei validissimi elfi. Nell’usanza, poi, è stata inserita l’abitudine di scrivere una letterina all’anziano, non solo per specificare quali doni si vorrebbe ricevere, ma anche per confermare un comportamento meritevole durante il corso dell’anno. Per i bambini più indisciplinati, infatti, Babbo Natale si può tradurre in una consegna di nero carbone, seppur dolce e da gustare. Non ultimo, a seconda delle regioni, è consuetudine lasciare qualche cibo sotto l’albero o nei pressi delle calze affinché l’anziano e le sue renne – dopo essere scesi dal camino – possano rifocillarli prima di ripartire.

8 dicembre 2018
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