L’azoturia è una malattia che può colpire il cavallo, incidendo in modo massiccio sulla sua condizione fisica e sulla salute. È definita anche malattia del lunedì perché si presenta dopo un periodo di riposo, di fermo dall’attività fisica. Spesso colpisce gli esemplari da lavoro e da tiro, ma anche quelli da esibizione.

È nota anche con il termine di rabdomiolisi equina da sforzo e può colpire i cavalli che, dopo un periodo di riposo e relax, riprendono la normale routine di movimento. Questo comporta problemi muscolari, di movimento, produzione eccessiva di acido lattico, spasmi muscolari e infiammazioni. La responsabilità non è solo fisica ma può derivare anche da una dieta sbagliata, con un elevato quantitativo di carboidrati.

Sintomi principali

Cavallo corsa

Two Horses And Jockeys Come Aross Finish Line Neck and Neck Number One via Shutterstock

Il nome particolare della malattia riporta a una vecchia usanza del passato legata al lavoro della terra, il riposo domenicale dei contadini imponeva giustamente uno stop ai cavalli. Ma questo fermo, dopo una settimana di fatica e sudore, provocava problemi di movimento all’animale stesso e la ripresa del lunedì era faticosa e visibilmente dolorosa. La patologia rientra nel gruppo delle miopatie da sforzo, può essere una conseguenza data dall’inattività o da una scorretta preparazione muscolare.

I cavalli può colpiti sono quelli da lavoro, da corsa, da gara, spesso una cattiva stagione con problematiche fisiche o traumi possono condurre all’azoturia. Ma anche uno scarso e incompleto allenamento, in previsione di gare e campionati intensi, possono determinare una problematica di tipo fisico. Infine condizioni climatiche pessime con freddi intensi e costanti, incidono sulla muscolatura dell’animale, fino a un’alimentazione pesante, carica di cereali senza l’adeguato movimento per smaltirli.

I sintomi più comuni, come anticipato, riguardano le infiammazioni di tipo muscolare con relativo dolore, acido lattico e zoppia. Le zampe appaiono legate, rigide, con crampi e spasmi. Il cavallo soffre, spesso appare una leggera sudorazione con battito cardiaco accelerato. L’animale sposta il peso da una zampa all’altra incurvando la schiena, per scaricare il dolore, nei casi più gravi può sopraggiungere la necrosi muscolare con perdita di controllo delle zampe posteriori. L’animale cede sotto il peso dell’infiammazione perciò vi è un rilascio di mioglobina nel sangue, che viene eliminata tramite le urine colorandole di marrone-rosso. Se non trattata nel modo giusto possono giungere le piaghe da decubito con relativa setticemia, nei casi più gravi anche la morte.

Terapia

In questi casi è importante coinvolgere immediatamente il veterinario, che potrà consigliare antinfiammatori mirati e un massaggio alle zone interessate con relativa terapia del calore. Se possibile piccoli e brevi passeggiate in un pascolo potranno aiutare a sciogliere i muscoli, quindi una terapia liquida endovenosa per favorire l’eliminazione delle scorie e della mioglobina. La ripresa dovrà risultare graduale, sotto osservazione veterinaria, con relativi esami del sangue.

8 aprile 2014
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I vostri commenti
andrea, venerdì 19 febbraio 2016 alle12:53 ha scritto: rispondi »

aspetto vostri aggiornamenti,su cavalli da corsa

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