Ayahuasca: preparazione e caratteristiche

L’ayahuasca – detta anche “hoasca”, “yagé” o “Madre Ayahuasca” – è una miscela di due piante officinali di origine amazzonica: un arbusto perenne chiamato “chacruna”, il cui nome botanico è Psychotria viridis, e la vite ayahuasca, la Banisteriopsis caapi. Tra le varie sostanze contenute in queste piante, la chacruna presenta dimetiltriptamina (DMT), responsabile di vari effetti a carico del sistema nervoso centrale, mentre la vite offre principi attivi utili a metabolizzarla. Se ne ricava così una bevanda, nota ai più per i suoi effetti allucinogeni.

La DMT è una molecola dal potente effetto allucinogeno, presente in natura e strutturalmente correlata all’LSD. Come quest’ultima, anche la DMT è considerata un principio attivo con potenziali attività farmacologiche: per questa ragione, fa parte dell’elenco delle sostanze osservate e controllate secondo le normative dei vari Paesi mondiali, dato il suo elevato potenziale d’abuso e la sua pericolosità.

Le popolazioni amazzoniche consumano la bevanda con la guida di uno sciamano. Gli effetti si manifestano entro 20-60 minuti, anche se gli strascichi dell’esperienza possono durare fino a 8 ore. Oggi l’Ayahuasca si è diffusa oltre i confini delle foreste brasiliane, colombiane e peruviane: è sbarcata da tempo in Europa, ad esempio, e ha trovato impiego in contesti di gruppo soprattutto nel Regno Unito.

Effetti allucinogeni della DMT

Tee

La struttura della dimetiltriptamina è simile a quello della serotonina, nonché di altre molecole psicoattive. I suoi effetti allucinogeni sono da attribuire alla capacità della DMT di attivare i recettori serotoninergici del tipo 5-HT2A. Alcuni dati raccolti in ricerche di laboratorio indicano anche un possibile coinvolgimento di altri recettori, come il 5-HT2C per la serotonina.

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Nel sistema nervoso centrale, la molecola causa la diminuzione della produzione di noradrenalina e di acetilcolina. Successivamente, occupando al posto dei neurotrasmettitori endogeni i recettori 5-HT2A, 5-HT2C e D1, causa la diminuzione della concentrazione di serotonina e dopamina. L’azione deprimente non è totale e questo consente il ripristino delle normali funzionalità al termine dell’effetto allucinogeno.

Studi sui possibili effetti benefici

Considerata l’affinità per i recettori del sistema nervoso centrale, alcuni studi hanno verificato possibili effetti farmacologici. Tuttavia, le ricerche finora condotte sono indagini pilota o, ancora, hanno riguardato solo un numero molto limitato di soggetti. Ad esempio, un piccolo studio in aperto – ovvero dove sia ricercatori che partecipanti sono a conoscenza del tipo di trattamento somministrato – è stato recentemente condotto dall’Università di San Paolo, in Brasile, in un’unità psichiatrica ospedaliera.

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I ricercatori hanno teorizzato la DMT potesse avere effetti favorevoli nel trattamento della depressione. I risultati indicano, in effetti, una certa riduzione dei segnali e dei sintomi proprio legati al disturbo. Tali evidenze, pubblicate nel 2016 sul Journal of Clinical Psychopharmacology, indicano nel 35% dei pazienti dei miglioramenti, mentre il 47% ha manifestato intensa nausea e vomito a seguito della somministrazione. Altri studi, sempre di natura preliminare, sono in corso per valutare il potenziale antidolorifico della DMT.

Effetti e reazioni avverse

Rainforest

L’attività della DMT comporta sempre l’insorgenza di sedazione, visioni, allucinazioni uditive e distorsioni sonore, nonché alterazione della percezione di spazio e tempo, quindi ideazione paranormale.

Gli effetti avversi che più spesso si manifestano sono:

  • nausea e vomito;
  • diarrea;
  • vomito;
  • dolori muscolari;
  • perdita di equilibrio;
  • sudorazione e brividi;
  • paura e paranoia.

Uno dei maggiori rischi dell’ayahuasca è la sindrome serotoninergica, una condizione che può anche portare alla morte.

Come si prepara la bevanda

Esistono numerose ricette per preparare la bevanda, molte delle quali diffuse sul web, tutte abbastanza semplici perché si tratta di realizzare un decotto con gli steli della Banisteriopsis caapi e le foglie di Diplopterys cabrerana. La miscela risultante viene fatta bollire fino a quando la maggior parte dell’acqua sarà evaporata, ottenendo così uno liquido sciropposo.

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Come tutte le sostanze stupefacenti, considerati gli effetti allucinogeni, l’Ayahuasca è profondamente pericolosa. In Italia è oggi poco conosciuta, tuttavia non è da sottovalutare la sua possibile e rapida diffusione.

31 maggio 2018
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