La domanda di avorio è una delle principali cause del bracconaggio di elefanti in Africa. Per questo motivo, in California si sta vagliando l’ipotesi di introdurre misure più restrittive per limitarne il commercio e il possesso, così come avvenuto due anni fa per le pinne di squalo. Sono i mercati occidentali e asiatici, infatti, i maggiori responsabili delle uccisioni di pachidermi nel continente africano.

Una proposta di legge mira a rendere illegale la vendita di tutti i prodotti in avorio in California, dai vecchi oggetti d’antiquariato a nuovi monili provenienti dai mercati orientali. Qualora la proposta dovesse trovare conferma, non saranno coinvolti solo i negozianti, ma la misura potrebbe riguardare anche il possesso da parte di collezionisti privati. Così ha spiegato Toni Atkins, co-autore della proposta depositata a San Francisco:

È una questione morale. Quando si apprende della devastazione di questi animali, di cuccioli a fianco ai corpi deceduti delle madri, questo ha un impatto emozionale su di noi.

I sostenitori della nuova legge spiegano come gli studi scientifici abbiano rilevato in media l’uccisione di 35.000 elefanti africani l’anno, circa 96 al giorno. I pachidermi, eliminati per le loro zanne, vengono predati dai bracconieri, pronti a rivendere il prezioso avorio sul mercato nero a cifre davvero elevate. La prima conseguenza è la riduzione preoccupante della popolazione di elefanti in libertà, pari all’incirca a 500.000 esemplari. Così spiega Gina Kinzley, una delle responsabili degli elefanti ospitati allo zoo di Oakland, struttura che ha già raccolto 10.000 firme dai suoi visitatori di supporto alla proposta di legge.

Quando si racconta tutto questo alle persone stentano a crederci. Rimangono commosse.

Così come sottolinea il San Jose Mercury News, la vendita di avorio o parti di elefanti è illegale in California dal 1977, mentre negli Stati Uniti dal 1990. Il divieto, tuttavia, non comprende vecchi oggetti o altri prodotti di antiquariato, un fatto che avrebbe alimentato il commercio illecito. Pare, infatti, che una pratica diffusa sia quella di retrodatare parti in avorio in realtà recenti, per superare i limiti imposti dalla legge.

Non mancano gli oppositori a una simile iniziativa: alcuni collezionisti e commercianti, ad esempio, lamentano che una misura così restrittiva andrà a colpire chi possiede oggetti in avorio perfettamente legali e certificati. La proposta ha superato una prima votazione lo scorso giugno e ora attende il parere del senato, prima del passaggio finale al governatore Jerry Brown. Se dovesse passare, i proprietari avranno fino al 1 giugno del 2016 per vendere i prodotti in avorio in loro possesso, altrimenti rischiano multe fino a 50.000 dollari e un anno di carcere. Sono previste alcune eccezioni, come per i prodotti più vecchi di 100 anni o con meno del 5% di volume in avorio, ma anche strumenti musicali come pianoforti e violini, fino al 20% del volume.

1 settembre 2015
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