Autoproduzione rinnovabili: i vantaggi delle cooperative energetiche

Secondo un recente studio realizzato dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft entro il 2050 metà dei cittadini europei autoprodurrà energia rinnovabile. Il presidente di REScoop.eu Dirk Vansintjan sostiene che le cooperative energetiche avranno un ruolo determinante in questa rivoluzione.

In un’intervista concessa a EurActiv.com e tradotta in italiano da Retenergie, Vansintjan illustra i vantaggi per l’ambiente e per l’economia di questo modello energetico sempre più in voga in Europa. In Germania e nei Paesi Bassi negli ultimi dieci anni sono sorte centinaia di nuove cooperative energetiche, grazie alle norme favorevoli al modello approvate dai Governi.

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I cittadini tedeschi hanno potuto usufruire di tariffe “feed-in” vantaggiose e hanno lottato contro i tagli retroattivi dei profitti, rivestendo un ruolo attivo nella transizione energetica del Paese verso le fonti rinnovabili. Un processo che riduce le emissioni climalteranti, proteggendo la popolazione dall’inquinamento e dagli effetti disastrosi del riscaldamento globale.

La produzione locale di energia rinnovabile comporta diversi vantaggi anche per l’economia nazionale: primo tra tutti la riduzione dei costi dei fossili importati dall’estero. Secondo l’esperto anche quando il gas russo viene venduto a prezzi bassi l’energia autoprodotta nelle comunità europee rimane più vantaggiosa perché i soldi restano all’interno dei confini dell’UE.

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In base alle stime disponibili gli impianti rinnovabili posseduti da cooperative fruttano alle comunità locali entrate otto volte superiori agli introiti ottenuti con le grandi centrali energetiche di proprietà delle utility.

Oggi inoltre l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti è diventata ancora più conveniente grazie alla riduzione dei costi della tecnologia. Anche chi non può installare i pannelli sul tetto della propria abitazione può investire nelle rinnovabili, divenendo socio di una cooperativa. La Federazione europea per le cooperative di energia rinnovabile conta ben 50 mila membri per un totale di 45 mila famiglie. Di queste solo il 41% ha installato pannelli sui tetti, le altre acquistano l’energia prodotta dagli altri soci.

In Italia un modello simile è quello utilizzato da Retenergie, cooperativa energetica che dal 2008 a oggi ha riunito circa 1.000 soci per un investimento complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

La REScoop.eu chiede all’UE di approvare un quadro normativo che incoraggi e renda ancora più vantaggiosa l’autoproduzione di energia rinnovabile, per spingere i cittadini a investire i loro risparmi nel settore energetico.

Per compiere questa rivoluzione occorrerà trovare un compromesso con gli interessi delle utility, preoccupate dalla perdita di quote di mercato. Per Vansintjan i due modelli possono coesistere e in ogni caso niente riuscirà a fermare la spinta dei cittadini verso l’autoproduzione.

Nei prossimi anni sempre più europei installeranno impianti rinnovabili e reti di alimentazione domestiche per le auto elettriche, divenendo consumatori proattivi di energia pulita. Le utility e i Governi dovranno sostenere questa tendenza creando reti intelligenti, che diano priorità all’elettricità autoprodotta e autoconsumata e supportino l’immissione del surplus di energia pulita. In un futuro non troppo lontano secondo Vansintjan i cittadini potranno possedere non solo gli impianti ma le stesse reti elettriche.

13 ottobre 2016
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