Gli animali con un cervello grande hanno più autocontrollo rispetto agli esemplari dotati di meno materia grigia. È quanto svela una ricerca condotta dalla Duke University, in Inghilterra, per vagliare quanto la capacità di contenersi e di gestire le situazioni sia fondamentale alle varie specie per sopravvivere.

Può sembrare singolare, ma l’autocontrollo è una delle armi più potenti per evitare di soccombere nella natura selvaggia. Un predatore, ad esempio, grazie a questa caratteristica può decidere quando attaccare un rivale e quando attendere invece nell’erba alta, evitando così rischi anche letali. Le prede, allo stesso modo, vi fanno ricorso per capire quando scappare e quando rimanere immobili nella speranza di non essere notate. La possibilità di comprendere la realtà e adattare il proprio comportamento di conseguenza, evitando il puro istinto, è un progresso evolutivo senza pari nel mondo animale.

Il team di ricerca, guidato da Evan MacLean, ha analizzato le reazioni tipiche dell’autocontrollo in 36 specie animali, conducendo degli appositi test. In un primo esperimento, si è nascosto a ripetizione del cibo in un luogo particolare, visibile dall’animale. Non appena l’esemplare ha memorizzato la posizione e quindi attivato un automatismo di ricerca, il cibo è stato spostato. Gli animali che non non sono corsi direttamente nella vecchia posizione, ma hanno atteso e analizzato le nuove condizioni ambientali, hanno dimostrato più autocontrollo.

Nel secondo test, invece, agli animali è stato somministrato del cibo nascondendolo in un contenitore opaco, con un’apertura sul retro. Imparato l’esercizio, il contenitore è stato sostituito con un corrispettivo trasparente: dimostrano più autocontrollo quelle specie che attendono e si dirigono sull’apertura posteriore, anziché avventarsi sui vetri della scatola.

Da tutti i test condotti, è emerso come vi sia una correlazione assoluta tra grandezza del cervello e capacità d’autocontrollo. Le dimensioni cerebrali, però, sono da considerarsi in senso relativo, ovvero in rapporto con la dimensione del corpo: un elefante avrà una performance inferiore rispetto a un gorilla perché, pur essendo il cervello più grande, non lo è in proporzione all’enorme stazza del pachiderma. È quindi emerso come tutte le scimmie dimostrino un buon autocontrollo, così come anche i cani e i lupi. Non è così per gli elefanti e gli altri erbivori, sebbene siano meno inclini a eseguire dei test forzati per studiarne le capacità cognitive.

Vi è infine una correlazione con la dieta: più l’alimentazione è complessa, quindi distribuita equamente su vegetali e carne, migliore è la performance del cervello. In questo senso, le specie onnivore battono di gran lunga quelle abituate a una mono-alimentazione.

22 aprile 2014
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