Bolzano diventa CHIC, grazie agli autobus a idrogeno. In questo caso, la parola CHIC, indica il Clean Hydrogen In European Cities, un progetto europeo grazie al quale la Provincia autonoma ha introdotto 5 autobus pubblici alimentati ad idrogeno.

Lo scopo del progetto, portato avanti in collaborazione con l’Istituto per le tecnologie innovative (Iit), Strutture trasporto Alto Adige (Sta), Sasa, Evobus e Linde Gas, è quello di rendere la città indipendente dai combustibili fossili attraverso lo sviluppo di competenze delle tecnologie ambientali in ambito locale.

cinque autobus all'idrogeno per Bolzano

Presentato in occasione di Klimamobility 2013, il progetto prevede anche la costruzione di un impianto di produzione di idrogeno, sull’autostrada del Brennero A22, presso lo svincolo Bolzano Sud: 820 metri quadrati dedicati alla produzione più 510 per l’impianto di stoccaggio e altri 330 metri quadrati dedicati alla formazione e agli uffici. Walter Huber, presidente della società H2-Sudtirolo, che coordina i lavori, ha spiegato:

Saremo pienamente attivi dal mese di febbraio 2014. L’idrogeno sarà prodotto per elettrolisi utilizzando energia elettrica rinnovabile. La capacità complessiva sarà pari a 180 mormal metro cubo (Nm³) all’ora, arrivando a una produzione annua stimata di circa un milione e mezzo di metri cubi.

Attualmente la stazione di produzione è già dotata di un distributore per rifornire gli autobus pubblici che circoleranno nelle vie di Bolzano: contengono una quantità di idrogeno pari a 35 kg e hanno un’autonomia è di 350 km circa.

Grazie alle celle a combustibile, l’idrogeno reagisce con l’ossigeno dell’aria, producendo vapore acqueo ed elettrcità. Parte di questa elettricità è destinata all’alimentazione del motore, mentre il resto è immagazzinata nella batteria e usata durante l’accelerazione. I motori possono anche recuperare l’energia in frenata per poi usarla in fase di accelerazione, riducendo così il consumo di idrogeno.

La nota dolente resta quella dei costi: estremamente alti e irrecuperabili. L’amministrazione locale ha deciso però di puntare all’idrogeno sul lungo termine: il progetto CHIC servirà da lancio, per stimolare la costruzione di competenze sul territorio, che possano poi lavorare a pieno titolo in un’industria della mobilità low impact.

25 settembre 2013
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I vostri commenti
Michele, domenica 24 novembre 2013 alle0:39 ha scritto: rispondi »

Certo è tutto bello, peccato che il progetto altoatesino costi la bellezza di 13 milioni di Euro (anche se sono compresi i costi complessivi dunque anche il personale), di cui 9 a carico della Provincia di Bolzano. Per non parlare dei costi della centrale di idrogeno di Bolzano Sud, costata 15,6 milioni di Euro rispetto a 1,8 milioni di Euro del punto di rifornimento creato sempre per 5 bus del progetto Chic a Brugg, cantone Argovia, in Svizzera. Peccato poi però che in contemporanea alla decisione di fare questa sperimentazione, la Sasa, che gestisce il trasporto pubblico di Bolzano, ha acquistato ben 41 bus a... gasolio! Se si fossero presi a metano si sarebbeo potuto utilizzare il biometano (-90% emissoni di CO2) e sperimentare l'idrometano. Se l'importo spese per questi bus aggiungiamo i 9 milioni che si spenderanno per i bus H2, si sarebbe potuta comprare NUOVA tutta la flotta di bus pubblici di Bolzano! Senza dilungarmi troppo, sul mio blog ho raccolto tutte le info su queste scelte contraddittorie, costose e per nulla lungimiranti che sono state fatte a Bolzano.

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