Dal punto di vista economico certamente non è una buona notizia, ma da quello ambientalista c’è da fare i salti di gioia: la città che una volta era la più congestionata d’Italia, Milano, si sta svuotando. Sempre meno automobili circolano nel capoluogo lombardo, sintomo che le politiche sulla mobilità avviate da quasi un decennio stanno dando i loro frutti. Ma sintomo anche di una crisi economica che sembra non avere fine.

Partiamo dai dati oggettivi: attualmente nella città di Milano si conta un’auto ogni 1,76 abitanti. Ancora tante, ma la percentuale è inferiore rispetto a quella del resto della Lombardia e al resto d’Italia. Il dato più evidente però è un altro: le vendite di automobili si sono quasi dimezzate in appena tre anni. Nel 2010 si contavano oltre 64 mila immatricolazioni, nel 2013 i dati ufficiali parlano di 36 mila (-43%).

Certamente la prima causa sono i costi, non solo per l’acquisto dell’auto (le banche difficilmente concedono finanziamenti), ma soprattutto per mantenerle dato che l’Italia ha la RC Auto più alta d’Europa, il prezzo della benzina tra i più cari al mondo, senza contare Ztl, multe e parcheggi con le strisce blu. Ma questo dato è stato realizzato anche grazie a politiche di mobilità sostenibile vincenti. Basti pensare al car sharing. Oggi la città di Milano, tra servizi pubblici e privati, mette a disposizione dei cittadini almeno 4 servizi differenti. E poi c’è il bike sharing, nonché il servizio di metropolitana più efficiente d’Italia, e ottimi servizi anche per quanto riguarda il tram e gli autobus.

Dietro questa inversione di tendenza però si nascondono anche fattori più sociali. La città, e in particolare il centro molto costoso, si sta spopolando. Sempre più persone, in particolare giovani, si spostano nell’hinterland per evitare il caro affitti, per non parlare dell’impossibilità di acquistare casa. Tutto ciò però non sarebbe stato possibile senza i servizi di condisione di auto o bici realizzati nella città:

Una cosa notevole che è stata fatta negli ultimi anni è stato rompere il dualismo auto privata, mezzi pubblici: adesso ci sono molte più alternative. Bisognerà valutare poi l’effettivo impatto del car sharing, visto che non è ancora chiaro se faccia concorrenza solo alle auto private oppure anche ai mezzi pubblici.

afferma Luca Studer, esperto di mobilità sostenibile del Politecnico di Milano. Le previsioni per i prossimi anni sono più rosee. Anzi, sarebbe meglio dire più verdi. Se il mercato dell’auto riprendesse a correre, sarebbe solo grazie alle auto ecologiche come quelle elettriche, ibride o a basso impatto che hanno minori costi di mantenimento e maggiori facilitazioni per la circolazione in città.

16 gennaio 2014
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