Non tutti i costruttori possono vantare una presenza sul mercato delle auto ibride lunga 17 anni e non tutti i costruttori, ovviamente, possono dire di aver contribuito in maniera probabilmente decisiva a diffondere nel mondo la cultura delle vetture con doppio propulsore. Tutti tranne Toyota però, che proprio oggi presenta un bilancio che parte dal 1997 ad oggi, abbracciando un lasso di tempo entro il quale il gruppo giapponese è riuscito a vendere ben 7 milioni di auto ibride in tutti i mercati in cui è presente.

Le cifre nude e crude confermano senza discussione la trasformazione che il mondo dell’automobile ha subito dal lancio della prima Toyota Prius, avvenuto in Giappone proprio alla fine degli anni ’90, ad oggi.

Per rendersene conto è sufficiente guardare le tante novità ibride del Salone di Parigi di questi giorni e tanto basta a far capire come questo tipo di tecnologia stia ormai diventando sempre più presente anche tra le supercar, ovvero in segmenti un tempo concettualmente lontani dal porsi problemi come gli alti consumi e le elevate emissioni.

Guardando le varie tappe che hanno portato Toyota ai 7 milioni di veicoli distribuiti, si nota come le ibride della casa giapponese erano già 6 milioni a inizio anno, mentre erano appena 3 milioni nella primavera del 2011.

La gamma ibrida Toyota si è ampliata nel corso degli anni e adesso ha l’obiettivo di offrire almeno una variante con doppio motore per ognuno dei suoi modelli entro il prossimo futuro.

I progetti del costruttore non si fermano però all’ibrido, ma puntano ad ampliare l’offerta con opzioni come la propulsione a idrogeno che il gruppo “esplorerà” nel 2015 grazie al lancio della nuova Toyota FCV.

8 ottobre 2014
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