Nonostante l’apertura verso tecniche di propulsione alternativa come le fuel cell, il marchio Toyota vuole rimanere un punto di riferimento nell’ambito dell’automobile ibrida, ritenuta una soluzione in grado di raccogliere un consenso crescente anche nei prossimi anni. A delineare alcune delle strategie che il costruttore giapponese intende perseguire nel prossimo futuro è stato Takeshi Uchiyamada, presidente del consiglio di amministrazione che ha parlato ieri a Milano durante la consegna di un premio all’azienda da lui guidata.

Il dirigente, che in passato è stato tra i responsabili dello sviluppo dei primi sistemi ibridi Toyota, ha illustrato uno scenario secondo cui le auto di questo tipo riusciranno a conquistare il 20% del mercato nei paesi industrializzati entro il 2020: un motivo più che valido per cui il gruppo giapponese si prepara a lanciare ben 15 nuovi modelli dotati di doppio schema propulsivo nel prossimo biennio.

Toyota ha da poco superato la cifra di 6 milioni di ibride vendute e saluta quindi con favore l’aumento di interesse degli automobilisti vero queste vetture, anche se Uchiyamada fa un distinguo riguardante le auto di piccole dimensioni, a suo dire poco convenienti da convertire con la tecnologia attuale:

Consumano già poco, e l’ibrido è costoso: per renderlo conveniente economicamente servirebbe un balzo tecnologico. D’altro canto noi abbiamo valutato in passato ibridi a basso costo, ma i miglioramenti ottenuti non erano sufficienti.

Se la porta alle utilitarie ibride non è del tutto chiusa, a patto di risolvere alcune criticità, un “cartellino rosso” arriva invece per le elettriche pure, penalizzate, rispetto ai modelli con motore termico, dai soliti problemi legati al costo e alla durata delle delle batterie, ai tempi lunghi per la ricarica e all’autonomia limitata:

Abbiamo studiato molto l’auto elettrica, ma con il livello attuale delle batterie non è in grado di sostituire i motori diesel. Su vetture ibride come le nostre, la batteria dura quanto l’automobile; su un’elettrica, invece, dura solo 5 anni.

Toyota si prepara così al lancio della sua prima vettura a idrogeno che avverrà l’anno prossimo ma, nonostante la sua posizione di forza nel campo della propulsione alternativa, il gruppo rimane alla finestra per verificare le possibilità di alleanze e sinergie con altri costruttori, aprendo anche alla soluzione di vendere le proprie tecnologie a quei concorrenti che non hanno finora investito molto nei sistemi ibridi.

28 gennaio 2014
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