La tecnologia ibrida prevede l’utilizzo di due differenti propulsori accoppiati, uno a combustione interna e uno elettrico. Poiché questi presentano caratteristiche complementari, è possibile aumentare l’efficienza del veicolo riducendo i consumi di carburante.

Tra i vari sistemi ibridi esistono diversi livelli di ibridazione, che si differenziano in base alla potenza del motore ibrido rispetto alla potenza totale e in base alla capacità di immagazzinare energia elettrica. Si parla di ibridazione leggera o “mild hybrid” quando la modalità di funzionamento puramente elettrica non è in grado di far muovere l’auto in autonomia, mentre si parla di ibridazione piena o “full hybrid” quando il veicolo è in grado di muoversi in modalità esclusivamente elettrica.

Si distinguono poi le ibride plug-in, che hanno la possibilità di ricaricare le batterie inserendo la spina nella normale presa di casa o utilizzando un’apposita colonnina. Questa è una funzionalità tipica delle vetture 100% elettriche, che sulle auto ibride è apprezzata non solo per la praticità ma anche perché evita di utilizzare il motore a combustione interna per la ricarica.

11 ottobre 2013
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