Per una Tesla che può sorridere visto il buon successo della sua Model S, c’è un altro costruttore, anch’esso americano e anch’esso impegnato nella realizzazione di auto sportive a ridotte emissioni, per il quale la situazione finanziaria è molto difficile.

Stiamo parlando di Fisker Automotive, la casa automobilistica californiana che, dopo la clamorosa uscita di scena del suo co-fondatore Henrik Fisker lo scorso mese, in questi giorni è finita nell’occhio del ciclone a causa della complessa situazione economica in cui versa.

Fisker ha annunciato infatti dei licenziamenti che coinvolgono fino al 75% del suo personale, lasciando senza lavoro 160 dipendenti della sua struttura di Anaheim e tenendo al momento appena 53 dirigenti e altre figure amministrative, evidentemente ritenute necessarie a mandare avanti le attività di base in attesa o, meglio ancora, nella speranza che arrivi un investitore pronto a rilevare l’azienda e a rilanciarla evitando il fallimento.

Le difficoltà del costruttore sono legate alla vicenda di A123 Systems, il fornitore delle batterie agli ioni di litio impiegate nella berlina ibrida Fisker Karma. La mancanza di fornitura di questo indispensabile componente ha bloccato l’attività dell’azienda californiana, che adesso vede seriamente a rischio il ripianamento di un prestito concessole dallo US Department of Energy al fine di stimolare la produzione di auto elettriche e ibride.

Il gruppo automobilistico ha ricevuto 169 milioni di dollari per la realizzazione della Karma, una somma a cui dovrebbero aggiungersi altri 359 milioni per la produzione della Fisker Atlantic, un modello meno lussuoso e quindi più accessibile al grande pubblico sul cui arrivo, però, rimane un grande punto interrogativo.

Fonte: Bloomberg

8 aprile 2013
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