Se la tecnologia ad aria compressa non è ancora adatta per assicurare una soddisfacente propulsione a un autoveicolo, forse è possibile sfruttarla in abbinamento a un motore tradizionale, dando così vita ad un’auto ibrida concettualmente simile a quelle che abbinano un propulsore termico a uno elettrico, ma in realtà molto diversa dal punto di vista funzionale.

È da questa base che è partito il lavoro del gruppo PSA, il quale riunisce i marchi Peugeot e Citroen. Il costruttore francese sta lavorando infatti ad una tecnologia ibrida ad aria compressa, che mira a sostituire su alcuni modelli lo schema tipico dei veicoli ibridi più tradizionali che prevede la presenza di un motore elettrico alimentato da un pacco batterie.

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I tecnici del gruppo PSA hanno pensato di adottare, al posto dell’unità elettrica, un motore idraulico messo in funzione da un serbatoio di aria compressa sistemato nel tunnel centrale, lo stesso usato per la trasmissione. La vettura, che funziona normalmente con il solo motore a benzina, ricorre alla spinta aggiuntiva del sistema ad aria nel caso in cui sia necessaria maggiore potenza, come durante un sorpasso o durante la percorrenza di salite o di viaggio a pieno carico.

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Il motore idraulico è collegato alle ruote mediante una trasmissione epicicloidale simile a quelle implementata in altre auto ibride ed è in grado, nella guida in città a bassa velocità (fino a 70 km/h), di funzionare in maniera autonoma, consentendo alla vettura di viaggiare a zero emissioni esattamente come avviene per un’auto elettrica.

Il sistema PSA sarebbe in grado di assicurare consumi nell’ordine di 2 litri ogni 100 chilometri percorsi, mentre il serbatoio d’aria compressa è in grado di sfruttare le fasi di decelerazione per ricaricarsi. Il gruppo francese ipotizza di implementare una simile tecnologia sulle auto più piccole, con i primi prototipi che dovrebbero arrivare su strada entro il 2016.

24 gennaio 2013
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