La società chimica BASF è al lavoro su un processo che potrebbe ridurre le emissioni di anidride carbonica nella fase di produzione dell’idrogeno, con possibili influssi positivi anche sull’efficienza ambientale delle auto a fuel cell o celle a combustibile.

L’idrogeno viene prodotto facendo reagire un gas naturale come il metano con ossigeno o acqua, rilasciando tra gli scarti, appunto, l’anidride carbonica dovuta alla reazione tra il carbonio e l’ossigeno. L’idea su cui da tempo i ricercatori lavorano è quella di utilizzare alte temperature per far sì che il metano formi carbonio solido evitando al tempo stesso di introdurre ossigeno, ipotizzando poi di riutilizzare il carbonio solido nella produzione di acciaio.

Il carbonio solido consentirebbe quindi di ridurre le emissioni di CO2 a circa la metà di quelle attuali, ma la necessità di tenere alte le temperature durante le fasi di lavorazione comporterebbe un’elevata richiesta di energia. Questo è l’aspetto su cui BASF dice di poter fare dei progressi molto interessanti, i medesimi che saranno messi in pratica in un impianto pilota realizzato all’interno di un progetto di 30 milioni di dollari finanziato in parte del governo tedesco.

Se il programma darà risultati applicabili alla produzione industriale dell’idrogeno, i veicoli fuel cell potrebbero beneficiare di una fonte d’energia di derivazione pulita rispetto a quanto avviene finora, al punto che, secondo alcune stime, il loro impatto ambientale potrebbe essere inferiore a quello avuto dalle automobili elettriche alimentate con corrente di derivazione fossile.

25 luglio 2013
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