L’obiettivo delle principali Case auto è chiaro: a medio termine, la propulsione elettrica sarà sempre più presente sulle strade di tutti i giorni. Per arrivare a questo risultato tuttavia occorre investire, oltre che nello sviluppo tecnologico delle batterie per avere maggiore autonomia, nelle infrastrutture di ricarica.

A questo proposito Volvo (attualmente in fase di sviluppo della sua prima vettura totalmente elettrica, il cui debutto è atteso per il 2019) chiede fin d’ora che la ricarica stessa per le auto elettriche si affidi a un sistema standard: che sia cioè in grado di garantire l’erogazione di energia elettrica in modalità monofase e trifase all’interno di una singola unità.

La proposta che Volvo esprime in queste ore tiene conto dell’appoggio da parte del marchio di Goteborg nei confronti del consorzio “Charging Interface Initiative” che intende proporre un personale metodo di ricerca ”Combined Charging System” (CCS) per l’intera industria automotive.

Il sistema standard indicato e “approvato” da Volvo è il CCS (Combined Charging System). Tecnicamente la tecnologia CCS assicura la possibilità di ricarica nelle modalità monofase e trifase, attraverso l’impiego rispettivo di corrente alternata fino a 43 kW e corrente continua fino a 200 kW. Queste sono le potenze attuali: per il futuro si conta di arrivare a 350 kW.

I termini dell’impegno Volvo nei confronti di una possibile unificazione dei moduli di ricarica viene dettagliato da  Peter Mertens, vicepresidente della Divisione Ricerca e Sviluppo di Volvo. Il dirigente tecnico svedese osserva che mai come in questo momento è necessario investire nelle infrastrutture per la ricarica, anche in virtù del fatto che l’engineering in materia di batterie è in continua evoluzione; conseguentemente, ci si attende che nel futuro i costi di produzione risulteranno inferiori e le reti di ricarica potranno essere più capillari:

A patto che si superi uno degli ostacoli più importanti per lo sviluppo dell’auto elettrica, cioè la necessità di uno standard tecnico per la ricarica.

In questo modo, afferma il dirigente di Volvo, il settore automotive riuscirà a fronteggiare l’”ansia da autonomia”.

10 marzo 2016
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
flavio vecchietti, domenica 13 marzo 2016 alle18:39 ha scritto: rispondi »

mi viene richiesto un chiarimento riguardo al pantografo inverso retrattile. Ogni veicolo elettrico (4 o più ruote) dovrebbe montare questo strumento per poter standardizzare le stazioni di ricarica; inoltre si avrebbe un notevole comfort e sicurezza dato che non bisogna scendere dall'abitacolo e la connessione all'esile binario di ricarica può avvenire in automatico, basta un pò di disciplina. Una colonnina addebita in telemetria il costo dell'energia erogata a vantaggio di un bassissimo costo generale dell'impianto. Mi auguro che il CCS diventi lo standard come il pantografo

Lascia un commento