Il “Dieselgate” che ancora brucia fra i piani alti di Wolfsburg non frena la volontà di Volkswagen nel perseguire un new deal all’insegna della mobilità sostenibile. Meglio: della mobilità elettrica. Ecco che, dopo il minibus Budd-e presentato lo scorso gennaio al CES di Las Vegas, per VW si annuncia una seconda novità a zero emissioni.

L’appuntamento è fissato per l’imminente Salone di Parigi (1 – 16 ottobre): sarà al “Mondial de l’Automobile” che Volkswagen si preparerebbe a svelare in anteprima assoluta un’auto elettrica da inserire “tout court” nella competizione fra Case costruttrici a colpi di autonomia.

Il condizionale è d’obbligo: finora sulla carta c’è una indiscrezione pubblicata nelle scorse ore dall’edizione Web di Autocar, nella quale il magazine britannico fa riferimento a una “vettura rivoluzionaria” da sviluppare con l’obiettivo di competere con Tesla, marchio californiano che con il programmato lancio della “berlina compatta” Model 3 (la vettura arriverà in Europa all’inizio del 2018) intende dare un deciso giro di vite al concetto di “auto elettrica di massa” (secondo i piani comunicati recentemente da Elon Musk sarà principalmente grazie alla Model 3 che Tesla arriverebbe a un monte–vendite di 500.000 unità all’anno).

Secondo Autocar (che a sua volta riporta una dichiarazione del presidente VW, Herbert Diess, rilasciata ai taccuini del settimanale tedesco “Wirtschaft Woche”), la “rivoluzionaria” Volkswagen elettrica che potremo vedere in première al Salone di Parigi si attesterebbe sulle medesime dimensioni della Golf 7, tuttavia con lo spazio interno della Passat. Il lancio potrebbe avvenire dopo il debutto parigino, a fine 2018 o, al più tardi, nei primi mesi del 2019.

I “rumors” si fermano qui: i portavoce di Wolfsburg non commentano; allo stesso modo, si attende conferma ufficiale della presenza della nuova Volkswagen 100% elettrica al Salone di Parigi.

Per la quale, in linea con le recenti direttive da parte dell’amministratore delegato Matthias Muller sullo sviluppo di un’auto elettrica extended range, “voci di corridoio” indicano che la VW elettrica che – forse – vedremo a Parigi potrebbe essere la prima di una lineup dall’autonomia fino a 500 km e con la particolarità di permettere la ricarica delle batterie in un quarto d’ora.

29 agosto 2016
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I vostri commenti
Roberto, martedì 6 settembre 2016 alle16:17 ha scritto: rispondi »

Credo che se tutti facessero come Marchionne saremmo a scaldarci con il fuoco e una pelliccia per casa. Si vede anche dallo stato di sviluppo della Ferrari. Spendi poco oggi in ricerca? dovrai pagare un sacco di soldi per usare brevetti di altri. Certo il mercato è rischioso, ma anche i governi di Stati Uniti, Europa, Cina e Russia dovrebbero ragionare sugli standard e creare nuovi filoni industriali. Se il rischio tecnologico viene accollato al consumatore difficilmente questo comprerà un'auto elettrica, se invece ci fosse una industria che desse a noleggio le batterie sarebbe un volano incredibile e per farlo occorre solo prendere le migliore tecnologia e decidere per 2/3 tipi di batterie nella forma e nelle interfacce. Compreremo auto senza batterie e sapremo quanto consterà la parte energetica per ogni anno. Detto questo non è una idea nuova, ma è un'idea vincente, io sarei il primo a comprare un'auto senza batteria, concludere un contratto con un fornitore, che magari in pochi minuti mi sostituisce la batteria quando serve in autostrada o in centri appositamente studiati. E' un'idea semplice che non capisco perché non venga colta dall'industria che potrebbe sollecitare i governi. Ci sarebbe un paio di filoni di nuova industria e maggiori occupati in un nuovo settore.

Salvatore Sotgiu, lunedì 29 agosto 2016 alle17:09 ha scritto: rispondi »

Annunciare auto elettriche da qui a due o tre ani, con una serie di condizionali, significa dire soltanto che si sta lavrando sul tema e che prima o poi tireranno fuori qualcosa. Alla fine mi sembra più serio Marchionne, che ammette candidamente di stare alla finestra a guardare che tipo di tecnologia si affermerà sul mercato, prima di decidere su che cosa puntare. Tutto il resto è solo comunicazione pubblicitaria, per alimentare l'immagine di una compagnia che è presente nelle nuove tecnologie sostenibili.

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