Utilizzare le batterie delle auto elettriche per vendere energia alla rete e stabilizzare la produzione energetica da fonti rinnovabili. Vetture a zero emissioni non soltanto come veicoli per la mobilità quindi, ma anche opportunità di guadagno quando non in uso. A rilanciare l’idea di Amory Lovins è il presidente della University of Delaware Patrick Harker.

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Vetture elettriche possibile fonte di guadagno, anche se probabile sia necessario ancora attendere qualche anno per vedere il progetto prendere davvero piede secondo Harker, il cui ateneo collabora al progetto con la NRG Energy già dal 2011:

Potrebbe servire ancora qualche anno prima che veicoli integrati alla rete siano posizionati su tutte le strade americane, ma sono eccitato all’idea di proseguire su questo cammino.

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Grazie alla tecnologia denominata eV2g si instaura tra il veicolo da ricaricare e la rete uno scambio bidirezionale, che rende le vetture potenziali rivenditori di energia elettrica. Il tutto verrebbe reso possibile proprio mentre le vetture sono in ricarica presso le apposite colonnine.

Il sistema renderebbe le vetture in grado di programmare l’entità della propria ricarica. I veicoli elettrici potrebbero sfruttare diverse impostazioni riguardanti il livello di carica: quello minimo, adatto alla guida di tutti i giorni, oppure livelli maggiori di autonomia per i viaggi più lunghi.

Questo stesso meccanismo potrebbe permettere di accumulare, durante i periodi di picco produttivo da parte delle rinnovabili, più energia di quella richiesta nelle batterie e di rivenderla alla rete nei momenti di minor apporto da fonti solari o eoliche.

È infine la stessa tecnologia eV2g che si occupa di gestire gli introiti dalla rete e di ricompensare gli automobilisti per l’aver messo le loro auto elettriche a disposizione.

2 maggio 2013
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