Lo sviluppo delle auto elettriche è necessariamente collegato all’aggiornamento delle infrastrutture. Nello specifico, per consentire una maggiore diffusione della mobilità a zero emissioni occorre dotare le abitazioni degli allacci che permettano la ricarica delle batterie.

Ecco, in estrema sintesi, ciò che prevede una bozza di normativa comunitaria, che prevede la dotazione delle reti di ricarica per i complessi abitativi.

Nel dettaglio, la volontà comunitaria di incentivare l’utilizzo dell’auto elettrica si concretizza, in queste settimane, con un progetto di decreto legge, secondo il quale si renderebbe obbligatoria la presenza degli allacci per il collegamento agli “hub” di ricarica delle batterie per autoveicoli elettrici.

L’obbligatorietà, secondo la nuova normativa attualmente in fase di completamento, prende in considerazione gli edifici di nuova costruzione che contino almeno 50 unità abitative (per questi, inoltre, si prevede che le aree da utilizzare come parcheggi e box auto non sia inferiore al 20% del totale), gli interventi di ristrutturazione di primo livello e i complessi ad uso diverso da quello residenziale con superficie di almeno 500 metri quadri.

Lo schema di decreto legislativo UE è in fase di definizione: finalità principale del nuovo provvedimento è l’adeguamento, da parte di tutti i Paesi UE, a un’unica normativa comunitaria (va ricordato che questo è previsto a partire dal 1 giugno 2017). In buona sostanza, una legislazione per tutte le abitazioni all’interno dell’area UE che siano predisposte alla ricarica di auto elettriche dovrebbe giungere, a breve termine, anche in Italia.

Da noi, la nuova normativa comunitaria è sottoposta al parere del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva che, successivamente, dovrà essere valutata dalle due Camere.

In caso di parere positivo da parte dei Governi nazionali, il futuro dell’auto elettrica nel territorio UE sarà ancora più delineato: le nuove concessioni edilizie dovranno infatti adeguarsi alla normativa, che renderebbe obbligatorio l’allaccio alle “prese” di ricarica nelle abitazioni.

12 settembre 2016
I vostri commenti
Roberto Pallaoro, lunedì 12 settembre 2016 alle15:59 ha scritto: rispondi »

questo risponderebbe solo marginalmente al problema e mi chiedo perchè le auto non possano essere come dei normali elettromeccanismi senza batteria a cui va aggiunta una batteria. Si pensi in tutti quei casi in cui oggi non si ha una autorimessa, ma delle cantine o dei locali comuni in cui chiaramente l'auto non può stare, ma una batteria si. Questo in Italia permetterebbe in modo sensibile all'adozione di auto elettriche. Anche negli alberghi o nelle case di vacanza si potrebbero fare delle ricariche anche parziali. Non mi si dice che non è possibile, il problema è che ormai le auto sono come le carrozze 100 anni fa quando dettarono gli stilemi alle nuove carrozze senza cavallo.

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