La recentissima presentazione di Tesla Model 3, la “compatta” elettrica destinata a segnare un nuovo capitolo nella ancora giovane storia del marchio californiano, ha dato il via a un “new deal” che si propone l’obiettivo di 500 mila esemplari da produrre all’anno entro il 2018.

L’ambiziosa strategia, che conferma quanto indicato lo scorso 1 aprile in occasione della première di Model 3, indica chiaramente – secondo Elon Musk, il numero uno dell’azienda di Palo Alto – la volontà di fare della nuovissima compatta a zero emissioni il “modello chiave” per creare l’auto elettrica di massa.

L’obiettivo di produrre 500 mila vetture all’anno, secondo il fondatore di Tesla, costituirà, in un’ottica a brevissimo termine, uno dei punti cardine per lo sviluppo di un nuovo settore automotive a livello mondiale, che finora vede fra i modelli a zero emissioni l’affermarsi della nuova generazione ad autonomia estesa: Chevrolet Bolt, Opel e-Ampera, la aggiornata Nissan Leaf con batteria più potente e, in una prospettiva all’immediato futuro, una rinnovata Bmw i3 anch’essa da dotare di batteria maggiorata per offire più percorrenza utile con una singola ricarica.

La concorrenza dunque c’è; tuttavia, Elon Musk punta sul ruolo che Tesla Model 3 potrà giocare nel segmento delle compatte elettriche “extended range”: il nuovo modello della factory californiana, che in Italia vedremo nei primi mesi del 2018, è stato sviluppato sulla scorta dell’esperienza maturata con la Roadster prima, e successivamente con la berlina “premium” Model S e con la nuova SUV Model X, che si prepara al debutto nel nostro Paese. Per Tesla Model 3, Elon Musk indica che sarà “La migliore auto del mondo per 35.000 dollari”.

Nasce da qui l’obiettivo di “quota 500 mila all’anno”: gran parte della produzione sarà, secondo i piani alti di Tesla, affidata proprio a Model 3, una vettura che, se le strategie prefissate da Elon Musk dovessero trovare una reale conferma “sul campo”, potrebbe essere protagonista di una “seconda rivoluzione automotive”, paragonabile all’avvio della motorizzazione di massa avviato dopo il 1908 da Henry Ford con la leggendaria Model T, i principali artefici del primo importante capitolo industriale e sociale nella storia moderna dell’automobile.

Attualmente, le ordinazioni per Tesla Model 3 supererebbero le 400.000 unità: un numero decisamente positivo per la factory di Palo Alto che, nei primi quattro mesi del 2016, ha fatto registrare un totale di 15.510 autoveicoli venduti (precisamente: 12.851 Model S e 2.659 Model X): e un numero leggermente inferiore in confronto ai 16.000 che Tesla aveva preventivato.

Strettamente collegato con la riuscita dell’obiettivo di 500.000 veicoli da produrre ogni anno nel 2018 è lo stato di avanzamento dei lavori di completamento della Gigafactory, lo stabilimento del Nevada che Tesla costruisce in partnership con Panasonic. Il nuovo complesso dovrebbe essere completato entro fine 2016; nello stesso tempo Fremont, cioè lo stabilimento principale di Tesla, aumenterebbe i ritmi di produzione ad oltre 100.000 unità all’anno.

Nel frattempo Tesla prosegue con una massiccia campagna di promozione per i propri modelli: il riferimento va, in questo caso, alla realizzazione delle necessarie infrastrutture per la ricarica delle vetture. Nei primi tre mesi di quest’anno Tesla ha segnato la consegna di 2.500 “Powerwall” e 100 “Powerpack” (gli accumulatori ad uso domestico e aziendale che si avvalgono della rete elettrica), nonché l’inaugurazione di 29 “Supercharger” e 311 “Destination Charging“, cioè gli “hub” di ricarica che vengono collocati in prossimità delle aree commerciali convenzionate con Tesla.

6 maggio 2016
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