Le auto elettriche saranno in grado di far diventare i motori a scoppio un retaggio del passato e tutto questo potrebbe avvenire entro una decina d’anni. A lanciarsi in quest’affermazione a metà tra la speranza e la previsione è il miliardario britannico Richard Branson, attualmente protagonista nel campo della propulsione alternativa tramite la proprietà della Virgin Racing, scuderia impegnata nella nuova Formula E con i piloti Jaime Alguersuari e Sam Bird.

Branson, presente a Miami per seguire da vicino la quinta gara del campionato per monoposto elettriche, ha parlato con i giornalisti mostrando di avere le idee chiare sul futuro dell’automobilismo sportivo e della mobilità in generale, tanto da spingersi ad affermare:

In quest’epoca della storia umana si stanno facendo sempre più sforzi alla ricerca di un mondo che sia ‘carbon neutral’, cioè ‘zero emissioni’, entro il 2050 e sono certo che se non esistessero discipline sportive come la Formula E sarebbe molto più arduo riuscire nell’impresa.

Questo è un obiettivo terribilmente eccitante e io parto dalla convinzione che il nostro campionato sta avendo il ruolo di pioniere per la tecnologia che nel futuro verrà utilizzata sulle comuni automobili di serie. Sarò più esplicito: spero che fra dieci anni l’odore degli scarichi delle vetture sarà un lontano ricordo del passato, almeno quanto oggi lo è l’odore del fumo delle sigarette nei ristoranti…

La Formula E come apripista a uno sviluppo tecnologico capace di portare benefici ambientali alla produzione di serie non è affatto una visione nuova, ma costituisce uno dei principi cardine su cui questa nuova categoria sportiva si è basata fin dall’inizio.

Sebbene 10 anni potrebbero sembrare pochi per un definitivo e totale abbandono della dipendenza dal petrolio, la speranza di Richard Branson in un domani più pulito sembra trovare conforto nella storia dell’automobilismo sportivo. Il travaso di tecnologia dal mondo delle corse al mercato dei trasporti è infatti vecchio quanto l’automobile ed è da sempre uno degli aspetti che rende interessante e conveniente investire nel motorsport da parte dei costruttori di veicoli.

Il dibattito si è acceso in questi giorni grazie alla recente apertura della FIA che ha dato il via libera alle scuderie impegnate nella Formula E di mettere mano a diverse aree delle monoposto, finora “blindate” dal punto di vista tecnico e uguali per tutti i team partecipanti. Le squadre potranno diventare dal prossimo anno veri e propri costruttori, avendo la facoltà di cambiare o progettare i motori elettrici, intervenire sul cambio, lavorare sull’inverter dei motopropulsori e apportare modifiche al sistema di raffreddamento nell’ottica di ottimizzare le prestazioni.

L’apertura della Federazione costituisce una sfida che è già stata raccolta ufficialmente da ABT Sportsline, Andretti, Mahindra, Motomatica, NEXTEV TCR, Renault Sport, Venturi Automobiles e dalla Virgin Racing Engineering che fa capo proprio a Richard Branson.

Anche se già con l’esperienza ibrida in Formula 1 si intravedono scenari che potrebbero cambiare il volto delle competizioni e della mobilità quotidiana nei prossimi anni, è dalla sperimentazione della Formula E che sembra lecito attendersi un deciso e definitivo contributo alla mobilità elettrica.

Sarà dai laboratori del motorsport che potrebbero nascere le migliori soluzioni per migliorare l’autonomia, abbattere drasticamente i tempi di ricarica ed esplorare ogni possibile soluzione volta a portare le zero emissioni su tutti i mezzi di trasporto del futuro.

16 marzo 2015
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