Auto elettriche: le vendite in USA danneggiano l’ambiente in Cina

Presentate al pubblico come una delle migliori soluzioni contro l’inquinamento atmosferico legato ai trasporti, le auto elettriche rappresentano effettivamente un passo avanti verso una mobilità più sostenibile e consapevole, ma non sempre è tutto oro quello che luccica e anche le vetture senza motore termico hanno il loro impatto negativo sull’ambiente.

La questione non è affatto nuova ed è stata oggetto di dibattito più volte in passato, ma probabilmente diventerà sempre di attualità con l’aumentare del numero di vetture elettriche in circolazione. A riportare in auge il tema sull’eco-sostenibilità di questi veicoli ci ha pensato nei giorni scorsi Blooomberg, che ha proposto ai suoi lettori un collegamento diretto tra la produzione dei pacchi batteria al litio usate in queste automobili e l’aumento di danni ambientali registrati in Cina.

Il paese orientale è infatti uno dei più grandi produttori al mondo di grafite, materiale usato negli accumulatori al litio la cui estrazione mineraria causa effetti negativi non indifferenti. Nelle zone attorno alle miniere si verificano le cosiddette “piogge di grafite“, ovvero un pulviscolo inquinante che interessa le aree circostante i punti di prelievo del minerale, oltre all’inquinamento delle acque reflue con acido cloridico (altamente corrosivo e pericoloso per ogni forma di vita) dovuto agli scarti che si generano nel processo estrattivo.

Questi problemi hanno convinto le autorità cinesi a chiudere diverse miniere attive nel paese, aprendo le discussioni sul reale impatto ambientale delle auto elettriche e rischiando di mettere seriamente a rischio il crescente mercato di questo veicoli, dato che la diminuzione di grafite potrebbe ripercuotersi sulla produzione dei pacchi batteria che ne fanno uso, con conseguenti blocchi o ritardi nelle consegne delle vetture.

Nella provincia di Shandong, che da sola rappresenta il 10% della produzione globale di grafite, sono state chiuse 55 miniere lo scorso dicembre, ma c’è la possibilità che simili provvedimenti vengano presi anche in altre province, a partire da quella di Heilongjiang. La questione è quindi parecchio complessa, anche se non mancano i progetti alternativi, come la riapertura delle miniere di Uley, in Australia, chiuse da oltre vent’anni proprio per l’impossibilità di fronteggiare la concorrenza cinese.

In molti si interrogano sulle conseguenze che potrebbero esserci sui prezzi delle auto elettriche, le quali rischiano di subire un aumento fino al 5% (secondo alcune stime) per via della crescita del costo di produzione delle batterie, mentre altri cercano di mantenere l’attenzione sui risvolti ambientali della situazione facendo però ben presente che il problema non è esclusivamente legato all’automobile, ma va collegato a tutti i prodotti elettronici che fanno uso di accumulatori al litio per alimentare i propri circuiti.

21 marzo 2014
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I vostri commenti
Carlo, sabato 22 marzo 2014 alle8:17 ha scritto: rispondi »

Sembrava di scoperto l'acqua calda invece i problemi ci sono con queste batteria al litio, perchè non investire sul solare, per le auto in circolazione

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