Auto elettriche ed efficientamento spinto degli edifici italiani (interi) marginali nella nuova SEN. A sostenerlo è Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e presidente del Green Building Council Italia, che sottolinea come nella Strategia Energetica Nazionale lo spazio riservato a questi due settori sia clamorosamente ridotto quando non assente.

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Come ha affermato lo stesso Silvestrini sul portale Qualenergia, a stupire è proprio la marginalità con cui vengono trattate due aree d’intervento, ritenute dallo stesso direttore scientifico del Kyoto Club di assoluta importanza nel prossimo decennio:

Parliamo della mobilità elettrica e della riqualificazione spinta di interi edifici, entrambe decisive per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione al 2030 delle emissioni climalteranti nei settori non ETS che, ricordiamolo, è del 33% rispetto ai valori del 2005 e del taglio del 30% dei consumi energetici finali rispetto allo scenario tendenziale.

Va certamente dato atto che nel documento si parla di “Deep renovation” del nostro parco costruito, un’attenzione che non era presente in passato. Così pure si accenna al ruolo del trasporto elettrico, snobbato in passato. Il fatto è che su questi temi vengono spese poche righe.

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Il timore espresso da Silvestrini è che l’Italia punti a frenare l’innalzamento degli obiettivi UE per non rischiare di mancare clamorosamente il nuovo bersaglio. L’idea del governo si baserebbe su una sorta di “teoria dei rendimenti decrescenti”, irragionevole secondo il presidente di Green Building Council Italia, che spiega:

La teoria dei rendimenti decrescenti non regge in presenza di rapidi cambiamenti tecnologici. Tanto più se il potenziale di risparmio è molto elevato, come è il caso del nostro parco edilizio e di quello dei trasporti.

Del resto, sono molte le esperienze nelle quali l’innovazione e un approccio olistico nella gestione degli interventi per l’efficienza hanno consentito di ridurre e non di accrescere i costi con il passare del tempo.

17 luglio 2017
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