La strada che porterà a una “rivoluzione elettrica” nel settore automotive, tracciata da più parti con il progressivo annuncio di nuovi modelli a zero emissioni che portano in dote la nuova tecnologia dell’autonomia estesa – Chevrolet Bolt, Tesla Model 3, Opel Ampera-e, oltre alla rinnovata Nissan Leaf dalla nuova batteria più potente – trova, in Europa, una nazione – battistrada.

Si tratta dell’Olanda, che in questi giorni dà il “via” a un inedito percorso legislativo finalizzato a una definitiva affermazione dell’auto elettrica quale futuro mezzo di trasporto privato. Per arrivare a questo risultato, in un’ottica a lungo termine, si prevede la messa al bando (intesa come divieto di vendita) delle “tradizionali” auto alimentate a benzina e gasolio dal 2025, secondo quanto indicato da una proposta di legge avanzata dai rappresentanti del PdvA (Partito Laburista).

La proposta dei “laburisti” olandesi può essere letta come una evoluzione della risposta positiva data nel 2015 dal Parlamento olandese alla International ZEV (Zero – Emission Vehicle) Alliance, accordo di programma fra nazioni al di qua e al di là dell’Oceano Atlantico (nello specifico: Germania, Gran Bretagna, Norvegia, British Columbia, California, Connecticut, Maryland, Massachusetts, New York, Oregon, Québec, Rhode Island e Vermont) che prevede la vendita di veicoli esclusivamente a zero emissioni entro il 2050. Inoltre i Paesi Bassi rappresentano allo stato attuale uno dei mercati più ricettivi per le auto elettriche: circa una vettura venduta su dieci, nel 2015, era infatti alimentata ad energia elettrica.

La proposta di legge olandese ha ricevuto un primo parere positivo da parte del Parlamento de L’Aia: a dare man forte al partito Laburista, ci sono i liberaldemocratici del D66, i Verdi del GroenLinks, ChristenUnie, SP e Kuzu – Ozturk, mentre la corrente contraria è rappresentata dal partito di destra VVD. Dal canto suo, il ministro degli Affari Economici Henk Kamp bolla la proposta di “elettrificare” il parco auto circolante nel 2025 come difficilmente realizzabile: il motivo, spiega Kemp, sta nel fatto che “fra una decina d’anni sarà possibile che la quota di mercato delle auto elettriche non sia superiore al 15%”.

Si tratta in ogni caso di una proposta ambiziosa, che – per la prima volta in Europa – dà un concreto segnale di volontà di rinnovamento della mobilità privata a motore. In Gran Bretagna ad esempio, seppure su cifre relativamente basse, il mercato dei veicoli a combustibile alternativo è in crescita: a marzo, l’aumento delle vendite è stato del 21% sullo stesso mese del 2015, a fronte di un aumento rispettivamente del 4,8% e 4,7% per i veicoli a gasolio e benzina. Inoltre, a Londra da quattro anni è in vigore l’ULEZ – Ultra Low Emission Zone, che fissa limiti particolarmente rigorosi per l’accesso nelle aree metropolitane.

Ad Oslo è in fase di studio un progetto che prevederà il divieto totale di circolazione delle auto private nelle aree centrali della Capitale norvegese entro il 2019: il provvedimento fa parte di un programma varato dal nuovo Governo di Oslo che intende dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, oltre a un “taglio” del 20% al 2019 e al 30% al 2030 del traffico automobilistico. Dal canto suo, il Governo norvegese ha intenzione di costruire nuove e più capillari piste ciclabili e incentivare l’acquisto di biciclette elettriche.

Nella stessa Olanda, in particolare a Rotterdam, dallo scorso gennaio è vietata la circolazione nelle aree settentrionali della città alle auto a gasolio costruite fino al 2001 e, in  generale, a tutte le autovetture costruite fino al 1992: per i contravventori la sanzione amministrativa è di 90 euro. La decisione risponde a un programma (vi sono stati investimenti pubblici per 12 milioni di euro) che intende tagliare del 25% il tasso di inquinamento nelle aree urbane, e che entro il 2018 potrebbe – ancora non è stato deciso nulla in tal senso – vietare la circolazione degli autoveicoli diesel costruiti entro il 2015.

I progetti di progressivo avvicinamento all’auto elettrica sono, dunque, concreti: si riallacciano per la maggior parte alle più recenti novità di mercato, che stanno dando un primo timido scossone al settore automotive.

Un “new deal” dell’auto elettrica che attualmente vede nel ruolo di portabandiera i nuovi modelli ad autonomia estesa (da Chevrolet Bolt alla attesissima Tesla Model 3, dalla “sorella europea” di General Motors Opel Ampera-e alla aggiornata Nissan Leaf), frutto dello sviluppo delle batterie agli ioni di litio che possiede quale obiettivo principale il superamento della soglia psicologica dei 300 km di percorrenza garantiti con una ricarica.

8 aprile 2016
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