Alla Tesla Motors sono settimane di grande fermento. Dopo aver reso nota la tecnologia della sua ricarica superveloce open source, e aver svelato i suoi sogni di auto volanti e subacquee, la compagnia californiana è pronta a potenziare la sua rete di stazioni in Europa. Al momento i supercharger presenti sull’intero territorio europeo sono solo 20, ma nei prossimi due anni Elon Musk, CEO di Tesla, ha intenzione di portarli a 100.

Le stazioni di ricarica veloce Tesla apriranno anche in Italia. Dieci in tutto quelle previste, tra cui quella già annunciata di Dorno, sulla Milano-Serravalle. Quello di Dorno sarà il primo supercharger italiano ed è prossimo all’inaugurazione,  programmata per il mese di luglio. Gli altri punti di rifornimento saranno localizzati a Genova, sulla A9, in direzione Svizzera, a Torino, Verona e Venezia-Mestre. In direzione opposta le località servite dalla rete di ricarica Tesla saranno Bolzano, Verona, Bologna, Firenze e Roma.

Per quanto riguarda i tempi, stando alle prime indiscrezioni trapelate, già entro la fine del 2014 in Italia dovrebbero vedere la luce tre stazioni di ricarica, molto probabilmente si tratterà di quelle previste a Venezia, Bologna e Firenze. L’espansione della rete di ricarica Tesla potrebbe rappresentare una svolta per la diffusione delle auto elettriche in Europa. Al momento la tecnologia Tesla offre infatti le migliori prestazioni a fronte di tempi di rifornimento ridotti. Per il pieno di una Tesla Model S sono sufficienti 75 minuti. A capacità completa, l’auto è in grado di assicurare un’autonomia di circa 400 chilometri.

Proprio in virtù della tecnologia all’avanguardia di cui dispone, l’invito di Tesla agli altri costruttori per realizzare uno standard universale per la ricarica è stato prontamente accolto dalle altre case automobilistiche.

Tra le prime a rispondere all’appello la BMW e la Toyota che non vantano sistemi di ricarica altrettanto rapidi ed efficienti. Grazie ai contributi di capitale delle aziende concorrenti, Tesla potrà ampliare la sua rete di ricarica, ammortizzando i costi delle infrastrutture. In cambio, queste potranno offrire gratuitamente ai loro clienti un sistema efficiente e veloce di ricarica.

18 giugno 2014
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Alok, domenica 29 giugno 2014 alle12:03 ha scritto: rispondi »

Salve. Da appassionato, mi sento di poter rispondere quanto segue, sperando sia utile. Il "sistema" Better Place è (o era) incentrato su una combinazione di stazioni di ricariche lente (3 kW o giù di li) e stazioni di Battery Swapping (o scambio batterie). Le auto abilitate erano soltanto le Renault Fluence ZE, con un range (autonomia) di circa 125 km (da 100 a 200 Km a seconda delle condizioni). La rete di Superchargers Tesla (attualmente in costruzione negli USA e Canada, in Europa e in Cina) è invece una rete di stazioni di ricarica veloce, con una potenza attuale di circa 135 kW (e in continuo aumento, sulla base degli sviluppi tecnologici relativi alle batterie). Con questa potenza si possono aggiungere circa 270 km di autonomia in mezz'ora, nel caso di una Model S con batterie da 85 kWh, un po' meno in una Model S con batterie da 60 kWh. Una precisazione: l'autonomia delle auto elettriche, come pure i consumi in litri/100 km per le auto a combustibili (benzina, GPL, ...) sono stimati sulla base di cicli specifici nei diversi paesi. Il ciclo europeo (NEDC) è molto generoso, mentre quello americano (EPA) molto più realistico. Ad esempio, nel caso di una Model S85 (ossia col pacco batteria da 85 kWh), l'autonomia stimata dal ciclo americano è di 265 miglia, ossia 426 km. Il ciclo europeo le attribuisce invece 502 km. Basandosi sul ciclo americano, una Model S85 si carica nelle misure qui sotto descritte, attraverso un Supercharger (partendo da una teoretica batteria vuota ): - 20 minuti: circa metà carica, ossia 215 km - 30 minuti: circa due terzi, ossia 270 km - 40 minuti: 80%, ossia 340 km - 75 minuti: 100% Come si può notare,la velocità di ricarica è molto inferiore quando la batteria è quasi piena (35 minuti per l'ultimo 20%). Per questo motivo, in pratica, a meno che non si abbia proprio bisogno di tutta la carica, si ricarica tipicamente fino all'80% al massimo (o anche solo per qualche minuto, se è quello che ci serve per giungere a destinazione). La ricarica a tutti i Superchargers è, e sempre sarà, GRATUITA, SENZA ALCUN LIMITE AL NUMERO DI RICARICHE (totali, o in un qualche periodo). Per la durata di vita della batteria, non penso ci sia alcun numero ufficiale. L'esperienza dei proprietari indica riduzioni di autonomia molto ridotte (pochi punti percentuale dopo 100,000 km), grazie al fatto (fondamentale) che le batterie sono raffreddate con liquido (miglior tecnologia di raffreddamento attualmente disponibile). Con un uso sporadico dei Superchargers, non pare proprio ci sia alcun problema di accentuazione significativa della riduzione di autonomia (la potenza di ricarica è limitata a certi valori proprio per quel motivo, altrimenti, dal punto di vista delle stazioni di ricarica, non ci sarebbe nessun problema ad averne di più potenti). E se invece non si ha la possibilità di ricaricare a casa (o al lavoro, o a stazioni di ricarica pubbliche) e si pensa di ricaricare SEMPRE a dei Supercharger (pratico solo se si vive molto vicino aduno di essi)? Personalmente non sono al corrente di alcuna informazione da proprietari che lo facciano. Però, proprio alcuni giorni fa, all'inaugurazione delle vendite della Model S in Gran Bretagna, il CEO (o AD) Elon Musk, inaugurando anche il primo Supercharger inglese a Londra (in pieno centro), ha detto che in varie città (Londra, New York, Pechino, Shanghai, Vienna...) sono stati installati dei Superchargers proprio per permettere a chi non ha la possibilità di ricaricare a casa di guidare comunque una Tesla. Penso che questo indichi chiaramente che Tesla non ritiene ci possano essere particolari problemi nel ricaricare regolarmente ai Superchargers. Al di fuori di queste città, la "regola" è invece quella di installare Superchargers lungo le principali vie di comunicazione (in Italia, le autostrade), per permettere lunghi viaggi. La possibilità di utilizzare (indefinitamente) i Superchargers è inclusa nell'acquisto di una Model S85. Opzionale (a 2,100 euro) nel caso di una Model S60. Stazioni di scambio batteria: ne è stato realizzato un prototipo, e fatta una dimostrazione alcuni mesi fa (un minuto e mezzo soltanto per lo scambio, da quando si parcheggia la macchina a quando si riparte). Una prima stazione dovrebbe essere costruita entro l'anno in California, a metà strada tra San Francisco e Los Angeles. Però non ci sono piani specifici per una loro difusione. Il modello (di business) presenta varie complicazioni, per cui tutta l'attenzione è attualmente rivolta ai Superchargers, e all'aumento progressivo della loro potenza e diffusione. (Da puro appassionato...) Saluti Alok

Alok, domenica 29 giugno 2014 alle10:50 ha scritto: rispondi »

Gran belle notizie! Una piccola precisazione... Secondo la mappa presente sul sito di Tesla (/it_IT/supercharger) le stazioni previste già per l'inverno 2014-15 in Europa sono 135! Penso voglia dire: a Marzo 2015. Go Tesla!!

Guido Francesco Vicario, mercoledì 18 giugno 2014 alle21:06 ha scritto: rispondi »

vorrei sapere se il procedimento Tesla per la ricarica rapida segue la falsariga di Better Place oppure no. In questo caso, vorrei notizie dettagliate. in particolare mi interessa la durata in vita della batteria e il numero di ricariche veloci previste.

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