I ricercatori dell’Università di Stanford hanno messo a punto una nuova rivoluzionaria batteria agli ioni di litio, in grado di emettere un segnale di avviso in caso di surriscaldamento, prevenendo così il rischio di incendi.

La tecnologia sviluppata dagli ingegneri americani può essere incorporata facilmente in diversi tipi di batterie agli ioni di litio attualmente in commercio, da quelle dei telefoni cellulari a quelle dei tablet.

Ovviamente una delle possibili applicazioni più interessanti è quella nelle auto elettriche, che oggi devono fare i conti con il rischio, già concretizzatasi in passato, di incendi. Come ha sottolineato il professor Yi Cui, a capo del team di ricerca:

Il nostro obiettivo è quello di creare un sistema di allarme che salvi la vita al conducente e preservi il mezzo. La nostra tecnologia può rilevare tutti i problemi che si verificano durante il normale funzionamento di una batteria, ma al momento non si applica alle batterie danneggiate nel corso di una collisione o di altri incidenti.

Il sistema di allarme sviluppato dai ricercatori americani si basa su un sensore ultrasottile in rame collocato in cima al separatore della batteria. Il sensore è in grado di misurare la differenza di tensione tra l’anodo e il separatore. Quando i dendriti raggiungono il rivestimento di rame, la tensione scende a zero.

Questo valore funge da avvertimento: la batteria deve essere rimossa prima che i dendriti raggiungano il catodo e provochino un corto circuito, esponendo il veicolo al rischio di incendi.

Gli ingegneri ora vorrebbero collegare il sensore a un’applicazione per cellulare, in modo che il conducente possa ricevere un sms di avvertimento. Sapendo tempestivamente che la tensione è scesa a zero, si potrebbe sostituire la batteria prima che accada l’irreparabile.

In questo caso si avrebbe il tempo di correre ai ripari o di fuggire. Per aumentare ulteriormente la sicurezza e guadagnare altro tempo, il sensore in rame potrebbe essere piazzato ancora più vicino all’anodo.

29 ottobre 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento