Le auto elettriche certamente garantiscono a chi le compra un risparmio sia in termini monetari (un pieno di elettricità costa molto meno di uno di benzina) sia in emissioni in quanto non c’è un combustibile che viene bruciato. Ma se pensiamo di risolvere il problema dell’inquinamento nelle città solo con le auto elettriche, stiamo sbagliando. Lo afferma uno studio della North Carolina State University intitolato “Quanto i veicoli elettrici possono incidere sulle emissioni degli Stati Uniti” e pubblicato su Environmental Science & Technology, effettuato sulla situazione dei cieli americani.

I ricercatori hanno simulato un mercato dell’auto che si evolve sempre di più verso i modelli ecologici, cioè elettrici e ibridi, di qui al 2050, e il guadagno sulle emissioni di CO2, anidride solforosa o ossidi di azoto non è che sia proprio entusiasmante.

Volevamo vedere come le EDV (auto ecologiche, ndr) potessero incidere nei prossimi 40 anni in termini di capacità di riduzione delle emissioni. Abbiamo scoperto che aumentare l’uso di EDV non è un modo efficace per produrre grandi riduzioni delle emissioni

ha spiegato il Joseph DeCarolis, assistente docente di ingegneria civile, edilizia e ambientale alla NC State University e autore dell’articolo. Per lo studio sono stati simulati 108 scenari diversi di qui al 2050 in base alla diversa diffusione dei modelli ecologici. È stato così notato che anche se negli Stati Uniti entro quell’anno quasi la metà delle auto in circolazione fossero ecologiche (lo studio parla del 42%), il risparmio in termini di emissioni non sarebbe poi così elevato.

La spiegazione è che prima di tutto per produrre energia elettrica per quelle auto, molte volte si bruciano combustibili fossili; ma ciò accade anche perché le automobili costituiscono una quota modesta delle emissioni totali, circa il 20%. La soluzione comunque, dice l’articolo, potrebbe essere passare all’utilizzo delle rinnovabili per ricaricare le auto elettriche o ibride, e innalzare sempre più il costo del petrolio e dei suoi derivati, per fare in modo che le auto senza benzina risultino sempre più “attraenti” dal punto di vista economico, portando a una loro diffusione maggiore del previsto 42%.

23 gennaio 2014
Fonte:
I vostri commenti
E-COncept, mercoledì 26 febbraio 2014 alle15:54 ha scritto: rispondi »

Vediamo di ragionare. In questo momento, i detrattori sulle auto elettriche cercano di portare il confronto con lo stato attuale del sistema, sia dei trasporti che della generazione di energia. Le cose non stanno così. Le auto elettriche rappresentano la chiusura del cerchio per spingere nuovamente il mercato delle FER distribuite. L'acquirente delle auto elettriche sarà motivato sulla sostenibilità del sistema quando sarà nelle condizioni di potersi produrre, almeno per buona parte, l'energia che gli servirà per ricaricare il suo veicolo dal proprio impianto di generazione. Si tratta di una transizione radicale che richiede del tempo. L'auto elettrica rappresenta il collante tra i gestori delle reti di distribuzione ovviando, con la loro capacità di storage bidirezionale, al problema della "non programmabilità" delle FER e l'utente che si vedrà molto più motivato, anche economicamente, alla realizzazione dell'impianto di generazione da FER.

Mondo verde, il restauro della natura, lunedì 27 gennaio 2014 alle15:13 ha scritto: rispondi »

Che scoperta!! E dire che non ci voleva molto a raggiungere questa conclusione con la semplice intuizione e ragionamento. Se le auto sono alimentate elettricamente, l' elettricità da dove arriva? Da combustibili fossi. Cavolo come sono perspicaci. Ecco perché bisogna appoggiarsi a se stessi con la cultura perché che questi signori abbiano o no una laurea hanno esperienza 0 sulla realtà delle cose e sulle esperienza personali. Il vero ricercatore sperimenta anche sulla propria pelle le sua ipotesi e considerazioni. E comunque ci sono macchine elettriche che sfruttano solo energia pulita da fonti rinnovabili. Io comprerò volentieri una macchina elettrica SOLO SE mi garantiscono che provenga da fonti rinnovabili. Altrimenti preferisco non averla direttamente e usare piedi, bici, bus, treni, metro e navi per viaggiare.

Ivan Bonomi, domenica 26 gennaio 2014 alle21:15 ha scritto: rispondi »

Pienamente d'accordo, quelli che scrivono questi articolo non sanno nemmeno di cosa stanno parlando. Un conto sono gli inquinanti, come NOx, O3, benzene ecc. La CO2 non e' una molecola tossica, pone certamente dei problemi legati all'effetto serra, ma non ha una influenza sulla salubrità dell'aria che respiriamo. Quindi la progressiva sostituzione delle macchine a motore termico con quelle elettriche non può che migliorare la qualità dell'aria che respiriamo.

Andrea, venerdì 24 gennaio 2014 alle10:14 ha scritto: rispondi »

Ha scoperto l'acqua calda ... Io intanto inviterei l'Ing. DeCarolis a farsi un giro in bici dietro a una macchina non elettrica o a portare a passeggio suo figlio in passeggino nel traffico a fare salubri inalazioni di benzene e PM vari ... e comunque se si ponessero in atto le condizioni dello scenario proposto (42% di nuove auto nel parco automobilistico USA) saremmo di fronte a una specie di nuovo boom economico; cosa che i nostri supermanager italioti non comprendono, si pensi, facendo solo un'ipotesi terra terra, a quale spinta industriale si potrebbe dare cambiando con adeguati incentivi "non truffa" il parco auto italiano (30 milioni), non basterebbero 20 anni sfornando 1,5 milioni di auto "ecologiche" all'anno ... qual'è attualmente la produzione annua totale di FIAT?

Mauro, giovedì 23 gennaio 2014 alle20:20 ha scritto: rispondi »

Ma è ovvio! Anche un mentecatto si rende conto che nelle città l'inquinamento proviene dai vecchi impianti di riscaldamento che sporcano molto più delle auto. Gli unici a non saperlo sono i nostri politici che si inventano le domeniche a piedi e le targhe alterne, giusto per accontentare i sempliciotti.

Lascia un commento