La combinazione di ricarica rapida e ricarica convenzionale è la soluzione d’utilizzo ideale per mantenere a un buon livello le prestazioni delle batterie per auto elettriche. Questa indicazione sembra emergere dai primi dati diffusi dal progetto RheinMobil, un’iniziativa rientrante nel “LivingLab BWe mobil” finanziato dalla Repubblica Federale Tedesca, che vede impegnati il Fraunhofer Institute for Systems and Innovation Research ISI, il Karlsruhe Institute of Technology e aziende come Michelin, e-Motion Line e Siemens.

L’obiettivo a cui le sperimentazioni di RheinMobil sono finalizzate è quello di verificare quali profili di utilizzo applicati alle auto elettriche si dimostrino economicamente più efficaci nel tempo. E, per avere dei dati estrapolati dalla quotidianità, si punta sull’osservazione di diverse tipologie di veicoli impegnati sulle strade di tutti i giorni nell’area compresa tra la città tedesca di Karlsruhe e la vicina regione francese dell’Alsazia.

Ogni veicolo di RheinMobil percorre in media circa 3.000 km al mese, con Michelin che punta su sei minibus elettrici da sette posti ciascuno impegnati nel servizio di trasporto giornaliero di pendolari, mentre Siemens ha il compito di monitorare una vettura compatta impiegata come mezzo di spostamento per dei viaggi d’affari.

Fin dall’avvio del progetto si è registrata una diminuzione di emissioni di CO2 pari a 8 tonnellate, con un aumento del consumo energetico evidenziato solamente durante la stagione invernale a causa della fluttuazione delle temperature. Ma quel che più è interessante è l’impatto che il tipo di ricarica ha su prestazioni e durata delle batterie, con una prima indicazione che vede la necessità di non legarsi unicamente alla ricarica rapida.

Gli studiosi affermano infatti che durante ai primi 120.000 km si è notato un maggior ricorso alla ricarica veloce, ma la soluzione più vantaggiosa per mantenere alte le prestazioni della batteria sembra essere una combinazione che unisca ai rifornimenti rapidi anche quelli dalle tempistiche più lunghe.

Se ricaricati solamente in maniera rapida, gli accumulatori dei veicoli di prova hanno evidenziato come non esista nessun bilanciamento della tensione tra le celle e questo può ridurre la capacità di immagazzinare energia nel lungo periodo. Da questa base si è giunti alla conclusione di come sia meglio utilizzare la ricarica normale durante la notte, quando i mezzi rimangono fermi nel parcheggio e hanno la possibilità di essere riforniti di energia per molte ore consecutive, così da alternare le due modalità e preservare l’affidabilità nel tempo.

23 maggio 2014
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