Un repentino cambio di rotta sulle auto elettriche si profila in Norvegia. Sarebbe in arrivo infatti una tassa sulle vetture a zero emissioni che andrebbe a penalizzare quelle più pesanti, oltre le due tonnellate, in particolare Tesla che tra tutti i costruttori di vetture ecologiche è quello che realizza le più pesanti in assoluto. La tassa è subito stata ribattezzata “Tesla tax” e comporterebbe un esborso per chi voglia acquistare una nuova auto che potrebbe arrivare fino a 82,800 NOK, quasi 9.000 euro.

La tassa, se approvata in Parlamento, costituirebbe un colpo significativo al mercato delle auto elettriche in Norvegia, anche se non verrebbero toccati gli incentivi a disposizione di chi acquista una vettura a zero emissioni. Tuttavia diverrebbe decisamente meno vantaggioso l’acquisto di un’auto elettrica.

Proprio per questo è stata espressa grande preoccupazione dalla Norwegian Electric Vehicle Association, l’associazione della auto elettriche norvegese, che per bocca del suo segretario generale, Christina Bu, ha dichiarato:

“Questa tassa è una bomba. È un gioco d’azzardo con l’intero mercato delle auto elettriche. Questo è un pessimo segnale che avrà conseguenze sui consumatori”.

Ma perché tassare le auto elettriche più pesanti? La motivazione è presto detta: i modelli come le auto elettriche più pesanti, come ad esempio la Tesla Model X, comporterebbero alla lunga un danneggiamento delle strade e il loro utilizzo di massa contribuirebbe alla congestione delle città.

Va detto che la “Tesla tax” è al momento solo una proposta alla legge di bilancio 2018, e dunque andrà discussa e approvata in parlamento prima di diventare effettiva. Però stupisce come in un paese come la Norvegia, che punta a vendere solo veicoli a zero emissioni entro il 2025, ci possano essere proposte che vanno esattamente in senso contrario e che potrebbero minare la crescita del fenomeno.

13 ottobre 2017
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I vostri commenti
Maurizio, sabato 14 ottobre 2017 alle8:47 ha scritto: rispondi »

Esistono veicoli ben più pesanti delle Tesla: quelli per trasporto merci per esempio. Ma teniamo presente che la Norvegia è un forte produttore di petrolio, quindi le motivazioni per una simile "...azzata" - non certo per il manto stradale - ci sono e sono forti. C'è però un'osservazione che è necessario fare nella situazione attuale della mobilità elettrica: le Tesla ad alta autonomia sono pesanti soprattutto perché hanno un volume di batterie enorme. E questo fatto ha uno svantaggio ulteriore (il peso è il problema minore): la vulnerabilità. Un sistema così grosso di batterie in caso di incidente può produrre archi elettrici a corrente elevatissima, quindi incendi peggiori e più rapidi che nel caso dei veicoli a benzina. Lo stesso vale per inciso per i veicoli a gas compresso, che hanno bisogno di bombole corazzate. Tutto ciò dice che l'elettrico è lungi dall'essere una soluzione definitiva così come è' ora: è in alto mare, a parte il fatto che l'autonomia elevata si ottiene o con tempi lunghi di carica o con correnti elevatissime di carica. No. Non ci siamo. Nel libro 'Tre Utopie' di recente pubblicazione nel secondo capitolo si descrive una soluzione diversa per la mobilità elettrica: diversa infrastrutturalmente, non come veicoli, alcuni dei quali vanno già bene così come sono.

renzo, venerdì 13 ottobre 2017 alle19:47 ha scritto: rispondi »

è di tutta evidenza che anche la Norvegia, paese peraltro molto avanzato, non è immune dalla presenza fra i suoi cittadini e parlamentari, di qualche immensa testa di mazzo. come mai negli ultimi 25 anni non è stata mai proposta una simile scemenza, per SUV che già esistevano e scorrazzavano per le strade Norvegesi? vedi Range Rover, Q7, X5, ML, XC90, ecc.ecc.

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