Auto elettriche: l’Italia si conferma indietro, ai vertici c’è la Cina

L’Italia si conferma indietro per quanto riguarda la crescita delle auto elettriche. A stilare la nuova classifica è la società di consulenza globale Ronald Berger, che nel nuovo report “Automotive Disruption Radar” evidenzia come il Bel Paese sia al 13esimo posto rispetto ai 14 Paesi chiamati in causa.

Diversi sono i punti critici secondo il report, che vede la diffusione delle auto elettriche frenata da infrastrutture inadeguate e una legislazione che frena la crescita di vetture a zero emissioni e car sharing. Questi motivi risulterebbero determinanti anche per rallentare il percorso verso le auto a guida autonoma in Italia.

Nel rapporto “Automotive Disruption Radar” l’Italia è stata messa a confronto con Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Olanda, Regno Unito, Russia, Singapore, Stati Uniti e Svezia. La classifica finale è stata stilata sulla base di 26 indicatori, suddividi nelle 5 categorie che seguono: attività industriale, infrastrutture, interesse del consumatore, regolamentazione, tecnologia.

In vetta si trova la Cina, entro i cui confini sono vendute oltre la metà delle auto elettriche mondiali; inoltre il 65% degli intervistati ha dichiarato che la sua prossima vettura sarà elettrica. A pesare maggiormente sullo scarso risultato italiano è invece lo stato delle infastrutture: appena 0,4 punti di ricarica ogni 100 chilometri, ben lontani dalla media tedesca (4,5/100 km in Germania) o francese (2,3 ogni 100 chilometri). Secondo quanto ha dichiarato Andrea Marinoni, senior partner di Roland Berger:

L’apparente arretratezza dell’Italia nel percorso di realizzazione della mobilità del futuro non è di per sé un elemento negativo, perché il Paese dispone di molte eccellenze in ambiti tecnologici promettenti che sapranno conquistarsi la propria quota di valore.

Inoltre, in un quadro di generale incertezza ed ambiguità, il ruolo di smart follower può consentire di governare una transizione complessa a condizione che si abbia consapevolezza dello scenario a tendere insieme alla volontà di rafforzarsi e ammodernarsi.

Occorre che il Paese si doti di una vera politica industriale sulla mobilità del futuro, incoraggiando la realizzazione di un ecosistema che esalti le qualità delle nostre imprese e accelerando l’innovazione a partire dagli investimenti.

Nel frattempo in Austria è allo studio del governo un provvedimento che andrà a modificare la Legge austriaca sulla qualità dell’aria ambientale (Immissionsschutzgesetz-Luft, IG-L) favorendo, non senza polemiche da parte degli altri automobilisti, proprio gli utilizzatori di auto elettriche: per loro non sarà valida la norma che impone il limite di velocità ridotto a 100 km/h (laddove di solito sarebbero consentiti i 130) all’interno delle valli, in quanto non emettono CO2.

12 novembre 2018
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