Le auto elettriche e ibride hanno finora trovato un terreno fertile negli USA, dove il pubblico sembra aver accolto positivamente questo genere di veicoli, mentre hanno fatto un po’ di fatica a raggiungere numeri di vendita soddisfacenti in Europa, che si conferma un mercato poco aperto alle novità in chiave ecologica e fin troppo legato ai modelli tradizionali. Una tendenza che, però, potrebbe cambiare nei prossimi anni.

Secondo le stime della società Pike Research, infatti, il numero di auto elettriche e ibride vendute nei mercati europei potrebbe andare incontro a un notevole incremento, arrivando addirittura a quintuplicarsi entro la fine del decennio in corso. Tale traguardo sarebbe ottenuto beneficiando di alcuni fattori a favore, come quello, che appare forse il più importante, consistente nell’elevato costo del carburante, un problema capace di far diventare i veicoli a benzina e diesel sempre meno convenienti.

A spiegare meglio le tendenze per i prossimi anni è l’analista senior di Pike Research, David Alexander, che ha affermato:

Il mercato europeo del trasporto è significativamente differente da altre regioni del mondo. Grazie ai prezzi dei carburanti significativamente superiori rispetto al Nord America, le auto compatte, dotate di efficienti motori benzina e diesel hanno tenuto la testa delle classifiche di vendita europee per molti anni. Oggi, il mercato è ancora in una fase di sperimentazione per la tecnologia elettrica, è in stallo a causa dei prezzi alti dei veicoli elettrici rispetto a quelli convenzionali, nonché in alcuni casi per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica elettrica.

Un altro ostacolo sottolineato dagli analisti è legato alla vasta diffusione di vetture diesel in Europa, le quali, presentando consumi contenuti e una buona efficienza, hanno reso meno appetibili per il grosso del pubblico le automobili ibride, andando a creare un’altra differenza sostanziale con il mercato americano, dove invece i motori a gasolio hanno avuto da sempre un ruolo marginale nei confronti dei propulsori a benzina.

Nonostante le difficoltà, le stime parlano comunque della possibilità che nel 2020 le auto a basse emissioni arrivino a rappresentare una quota del 4% dell’intero mercato, con un notevole balzo rispetto allo 0,7% registrato lo scorso anno. Si tratta quindi di una tendenza che corrisponde a un ritmo di vendita annuale di 827.000 veicoli ecologici, ovvero numeri incoraggianti capaci di aiutare a migliorare la qualità dell’aria nelle grandi città europee.

21 gennaio 2013
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