La Cina tenta di svincolarsi dall’immagine di Paese con forte vocazione all’inquinamento e lo fa mettendo in atto politiche che incentivano l’abbattimento delle emissioni, anche e soprattutto nell’ambito dei trasporti. Dall’Estremo Oriente arriva infatti la notizia che le autorità di Pechino hanno deciso di aumentare la quota di veicoli a basso impatto ambientale nelle flotte in servizio presso i vari enti pubblici.

Le misure varate dal Governo nazionale vedono la partecipazione di vari ministeri e sembrano avere il duplice tentativo di “ripulire” l’immagine della Cina e di dare il buon esempio agli stessi cittadini, incentivando la diffusione di mezzi a ridotte emissioni. Particolarmente interessate da questa novità dovrebbero essere quelle aree con la più alta concentrazione di smog, le stesse che entro fine anno vedranno almeno il 15% delle nuove vetture acquistate dalle amministrazioni pubbliche composto da auto elettriche o ibride.

L’obiettivo è comunque di ampia portata e non intende fermarsi qui, perché entro il 2016 almeno il 30% dei veicoli istituzionali dovrà essere rappresentato da automobili pulite, le quali potranno beneficiare di parcheggi dedicati e di una rete di ricarica capillare, con la speranza di arrivare ad un rapporto di 1:1, ovvero una colonnina a disposizione per ogni vettura elettrica o ibrida in circolazione.

La Cina presterà attenzione anche alle auto private, grazie all’esenzione dell’IVA del 10% per chi acquista un modello di questo tipo. La misura sarà valida dal primo settembre 2014 e durerà fino al 31 dicembre 2017: sarà sufficiente ad aumentare una quota di mercato che per i mezzi elettrificati è ferma allo 0,2% del totale?

22 luglio 2014
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