Un recente rapporto dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri ha rivelato quali sono state le auto elettriche più vendute in Italia nel 2015. Stando ai dati della UNRAE, nei primi 4 mesi del 2015 l’auto elettrica che ha fatto registrare più immatricolazioni nel nostro Paese è stata la Nissan Leaf. Le Nissan Leaf vendute sono state 209 a fronte delle 101 vendute nello stesso periodo del 2014.

Al secondo posto troviamo la Renault Zoe con 169 unità vendute. Al terzo posto si piazza la Citroen C-zero a quota 116 immatricolazioni. In quarta posizione incontriamo la BMW i3, con 62 unità vendute, mentre al quinto posto si classifica la Smart Fortwo Electric Drive a quota 52.

Nelle ultime cinque posizioni della classifica incontriamo la Volkswagen e-Up! con 31 unità vendute; la Tesla Model S e la Fiat 500e entrambe a quota 10 unità immatricolate; la Mercedes Classe B Electric Drive ferma a 6 nuove immatricolazioni e la Volkswagen e-Golf che si attesta a quota 5.

Questi dati testimoniano che le auto elettriche stentano ancora a decollare in Italia. Complessivamente, nei primi 4 mesi del 2015, sono infatti stati venduti appena 676 veicoli a zero emissioni su tutto il territorio nazionale.

Il trend comunque risulta in crescita. Basti pensare che, rispetto allo stesso periodo del 2014, le nuove immatricolazioni di auto elettriche sono triplicate nel nostro Paese. Per sostenere questa crescita e dare nuova linfa al mercato bisognerebbe intervenire su alcune criticità che ancora frenano gli italiani quando si tratta di scegliere un’auto elettrica.

Il fattore più limitante è sicuramente rappresentato dai costi, ancora troppo alti. Gli automobilisti si fanno scoraggiare però anche da altri fattori, come la scarsa presenza di stazioni di ricarica sul territorio; i tempi di ricarica lunghi; l’autonomia. Su quest’ultimo punto, a incidere nella scelta sono perlopiù pregiudizi.

Quello della scarsa autonomia delle auto elettriche è infatti un falso mito. Gran parte degli automobilisti utilizza l’auto nel percorso casa-lavoro e la carica delle batterie disponibili oggi sul mercato è più che sufficiente a coprire senza problemi le brevi e medie distanze.

Sul fronte dei prezzi, invece, occorre valutare con attenzione il ritorno economico dell’investimento a lungo termine. Un pieno elettrico è infatti più conveniente di uno a benzina. Certamente anche il Governo dovrebbe fare la sua parte, elargendo maggiori incentivi a chi opta per un’auto a zero emissioni e favorendo lo sviluppo di una rete di infrastrutture di ricarica, con colonnine presenti in modo più capillare sul territorio.

7 maggio 2015
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I vostri commenti
Gabriele, martedì 30 giugno 2015 alle18:11 ha scritto: rispondi »

Ho visto una piccola macchina ad un posto passare non so di cosa si tratti,sicuramente elettrica............eruditemi

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