Approcciare l’acquisto di un’auto elettrica significa proiettarsi verso il futuro della mobilità, compiere il primo passo per entrare in un’era dove le vetture si muoveranno spinte da motori a zero emissioni, con ovvi benefici in termini ambientali e di salute per la collettività.

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Scegliere il modello da comprare può però non essere semplice quando si tratta di auto elettriche. Sono diversi i fattori da tenere in considerazione, soprattutto sulla base dell’utilizzo che si andrà a fare del veicolo.

Autonomia

È tra i parametri più importanti da valutare. L’autonomia è legata a doppio filo alla capacità della batteria, ma anche al tipo di percorso che ci si trova a compiere. Analizzando alcuni dei modelli attualmente in commercio (marzo 2017) o presto in arrivo nelle concessionarie, Smart fortwo electric drive può percorrere fino a 160 km con una singola ricarica (i modelli fortwo cabrio e forfour circa 155 Km), mentre Nissan garantisce dai 100 ai 160 Km in autostrada e con climatizzatore acceso per la versione della LEAF con batteria da 24 kWh e tra i 125 e i 200 Km per quella da 30 kWh.

Mitsubishi i-MIEV arriva a 150 Km, Citroen C-Zero a 130 Km, Peugeot iOn a 150 Km, Renault Twizy oscilla tra i 55 e i 115 Km a seconda della versione, BMW i3 può percorrere fino a 190 Km nell’edizione da 60 Ah e fino a 300 Km in quella da 94 Ah, Volkswagen e-Up e e-Golf si attestano entrambe a 160 Km, Kia Soul EV a 150 Km, Ford Focus Elettrica a 250 Km, Mercedes-Benz Classe B Electric Drive a 200 Km e Hyundai Ioniq a 280 Km.

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Chi necessita di percorrere distanze più ampie può rivolgersi a modelli come Renault ZOE Z.E. 40 che si spinge fino a 400 Km, Opel Ampera-E che promette invece di superare i 520 Km o alle Model X e Model S di Tesla che arrivano rispettivamente a 565 e quasi 600 Km (P100D). Va ricordato che i valori riportati sono quelli dichiarati dai singoli produttori e basati sulle valutazioni condotte con ciclo NEDC (New European Driving Cycle).

Batterie e ricarica

Sebbene in Italia la rete di colonnine per la ricarica delle batterie installate sulle auto elettriche sia ancora poco capillare, qualcosa inizia a muoversi nella giusta direzione. Chi sceglie di acquistare un veicolo di questo tipo deve necessariamente prevedere in che modo andrà a effettuare l’operazione.

Innanzitutto va precisato che ogni produttore offre diverse soluzioni per quanto riguarda le batterie: alcuni le propongono a noleggio, con la garanzia di poterle sostituire dopo un periodo prestabilito, senza andare così incontro a un inevitabile e fisiologico decadimento delle prestazioni. In altri casi invece le si acquista insieme alla vettura.

È poi consigliabile, nel caso in cui si scelga di effettuare la ricarica presso la propria abitazione, chiedere all’azienda fornitrice dell’energia l’attivazione di un contratto da 6 kW, così da non sovraccaricare l’impianto domestico.

Agevolazioni

Tra le agevolazioni concesse a chi sceglie un veicolo ad alimentazione elettrica c’è la completa esenzione dal pagamento del bollo per i cinque anni che seguono l’immatricolazione, con sconti previsti anche per quelli successivi. Alcune città offrono inoltre l’accesso alle zone a traffico limitato senza richiedere alcun versamento, come nel caso dell’area C di Milano, così come la sosta nei parcheggi con strisce blu. Per saperne di più è utile consultare il sito della propria amministrazione locale.

Ancora, alcune Regioni e Province si stanno organizzando per favorire una diffusione della green mobility, come nel caso del Trentino-Alto Adige e della provincia di Bolzano che hanno deciso di offrire un contributo pari a 4.000 euro a coloro che sceglieranno di acquistare una vettura di questo tipo.

Restando in tema, anche le polizze dell’assicurazione prevedono premi ridotti per le auto elettriche (RCA), con percentuali che variano dal 35% al 50% a seconda del modello e della tipologia di copertura richiesta.

Prezzo

Acquistare un’auto elettrica richiede indubbiamente un investimento e dover fare i conti con il budget a propria disposizione è inevitabile. Si consideri che, sebbene la spesa sia superiore rispetto a quella che ci si trova ad affrontare comprando un veicolo con motorizzazione tradizionale, la si potrà ammortizzare nel tempo risparmiando sull’acquisto del carburante e attraverso le agevolazioni già citate. Di seguito riportiamo i prezzi di listino dei modelli considerati in precedenza parlando dell’autonomia.

  • BMW i3 da 36.500 euro;
  • Citroen C-Zero da 30.690 euro;
  • Ford Focus Elettrica da 39.990 euro;
  • Hyundai Ioniq da 36.750 euro;
  • Kia Soul EV da 37.000 euro;
  • Mercedes-Benz Classe B Electric Drive da 41.900 euro;
  • Mitsubishi i-MIEV da 29.900 euro;
  • Nissan LEAF da 23.910 euro;
  • Opel Ampera-E da circa 33.000 euro;
  • Peugeot iOn da 28.151 euro;
  • Renault ZOE da 22.500 euro;
  • Renault Twizy da 7.200 euro;
  • Smart fortwo electric drive da 23.800 euro;
  • Smart forfour electric drive da 24.450 euro;
  • Tesla Model S da 84.140 euro;
  • Tesla Model X da 105.440 euro;
  • Volkswagen e-Golf da 38.000 euro;
  • Volkswagen e-Up da 27.850 euro.

Si tratta di un elenco aggiornato al marzo 2017, che non tiene in considerazione eventuali promozioni praticate dai singoli produttori o dalla rete di rivenditori sul territorio nazionale.

Manutenzione

Se l’esborso iniziale per l’acquisto di un’auto elettrica è sicuramente superiore rispetto a quello richiesto per un veicolo più tradizionale (sia esso alimentato a benzina, diesel, GPL, metano oppure ibrido), si incontreranno fin da subito notevoli benefici. Innanzitutto in termini di spesa per la ricarica delle batterie: fare il “pieno” con una e-car costa molto meno rispetto a quanto accade alla pompa delle stazioni di servizio.

Mediamente ci si aggira intorno a 1,10-1,20 euro per 150 Km di autonomia, anche se per una stima più precisa vanno considerati fattori come il costo al kW operato dal fornitore, l’orario in cui si effettua l’operazione, l’efficienza dei moduli batteria e molto altro ancora. Si prendano in considerazione anche i contratti di tipo “flat” offerti da alcune aziende, che a fronte di un pagamento forfettario (mensile, bimestrale o annuale) concedono poi piena libertà.

Si risparmia inoltre sui costi di manutenzione ordinaria e straordinaria: non si deve intervenire ad esempio su tutte le componenti tipiche di un motore termico e persino l’usura delle pastiglie dei freni è ridotta, grazie all’impiego dei sistemi di recupero dell’energia in fase di decelerazione. Anche l’assenza della frizione comporta una spesa in meno. Bisognerà invece mettere mano al portafogli, inevitabilmente, per operazioni come il cambio periodico delle gomme.

14 marzo 2017
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