È leggero, resistente e chimicamente molto semplice. Non solo: da oggi il grafene potrebbe rivelarsi un materiale molto prezioso per il futuro delle auto elettriche. Secondo un articolo uscito sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America) in seguito a una nuova ricerca cinese, infatti, la schiuma di grafene potrebbe migliorare in modo significativo i tempi di ricarica delle batterie delle e-car.

Questo materiale, che viene ottenuto facendo “crescere” dei filamenti tridimensionali di grafene sulla superficie di una speciale spugna metallica, presenta infatti caratteristiche di grande flessibilità – può anche essere piegato – e conducibilità elettrica.

Usato nelle pile, sembra in grado di assicurare tempi di ricarica nettamente inferiori a quelli attuali, oltre a garantire la stessa leggerezza delle comuni batterie al litio.

I ricercatori cinesi, inoltre, hanno realizzato un accumulatore formato da un anodo con litio e titanio e un catodo al litio-ferro-fosfato arricchito da schiuma di grafene, con il quale sembrerebbe possibile una ricarica in appena 15 minuti, a parità di densità energetica delle attuali batterie agli ioni di litio.

Per il momento, comunque, si tratta solo di una tecnologia in fase di sperimentazione, perché i tempi di produzione della schiuma di grafene sono molto lunghi e, soprattutto, si tratta di un procedimento ancora molto costoso. Ci vorranno, diversi anni, secondo i ricercatori, per arrivare a utilizzare il prodotto su scala commerciale, ma intanto una possibile alternativa alle comuni batterie per auto elettriche sembra ormai tracciata.

15 ottobre 2012
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