Con il miglioramento delle prestazioni delle auto elettriche, adesso la ricerca si sposta su un nuovo piano, quello dell’autonomia. Mentre come velocità e affidabilità ormai le EV car si stanno avvicinando alle auto tradizionali, ancora sono indietro per la durata della batteria. Attualmente infatti un’auto elettrica media ha un’autonomia di 150 chilometri, con picchi di 200 o poco più. L’auto del domani, se vuol essere elettrica, deve risolvere questo punto debole.

Come spesso accaduto nella storia delle automobili, a fare un grosso passo in avanti in questo senso è Ford che ha avviato una serie di collaborazioni con diverse università americane, tra le quali la prestigiosa Università del Michigan, per una ricerca da 8 milioni di dollari nella batteria del futuro. Tale batteria deve avere soltanto tre caratteristiche: dev’essere più efficiente, capiente e si deve ricaricare in minor tempo rispetto a oggi. Come ha spiegato Ted Miller, responsabile della ricerca nel settore batterie di Ford:

Esistono già laboratori che sperimentano l’utilizzo di batterie prodotte da fornitori esterni, ma si tratta di uno step successivo alla fase dello sviluppo. Questo laboratorio sarà l’anello di congiunzione tra l’ambiente scientifico e quello produttivo, e ci permetterà di portare avanti progetti di sviluppo già a partire dalla prima idea o dalla prima intuizione. Si tratta di una novità assoluta per il mondo dell’auto.

Miller rivela inoltre che le modifiche che verranno apportate riguarderanno la composizione chimica delle batterie e i formati delle celle. Considerando che 15 anni fa l’industria automobilistica utilizzava ancora le batterie al piombo e oggi invece siamo agli ioni di litio, vuol dire che i progressi sono stati straordinari. Per questo non è impossibile pensare che, tra un decennio o poco più, le batterie delle auto elettriche si potranno ricaricare in pochi minuti e durare centinaia di chilometri in più.

7 novembre 2013
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I vostri commenti
Mirko Torri, venerdì 24 ottobre 2014 alle11:50 ha scritto: rispondi »

Il Grafene è il futuro, questa tecnologia rivoluzionerà totalmente la mobilità elettrica e non solo!...visto che le applicazioni di questo materiale sono vastissime.....si dovranno solamente superare le fortissime pressioni delle lobby petrolifere, e purtroppo le maggiori case automobilistiche hanno interferenze molto invadenti, composte da finanziamenti sviluppo gestiti da componenti dei consigli amministrativi provenienti appunto da queste lobby che per "contratto" e "interessi" osteggiano fortissimamente lo sviluppo elettrico. Basta fare un ragionamento semplice, esistono già le auto elettriche, esiste anche la tecnologia ( anche senza Grafene) per aumentare l'autonomia dei veicoli ad una misura tale da renderle appetibili al pubblico, ma le grandi case commercializzano modelli che non riescono ad entrare in concorrenza con i motori endotermici.....il motivo è solo uno....NON VOGLIONO CHE LE COMPRATE!!!.....

rocco, giovedì 19 dicembre 2013 alle6:15 ha scritto: rispondi »

Buon giorno io sono un sostenitore del progresso che molti lobby tendono a ammanettare per i lori ovvi interessi lucrosi(potere economico politico militare ..rimanere al comando è molto più bello che lavorare e andare in miseria).detto cioè ovvio che già il presente e prossimo vicino futuro è energia pulita con tutte le sue applicazioni accessibile a tutti e a costi molto molto contenuti.Le auto elettriche avranno un primo spicco con le batterie ibride con super capacitatori al carbonio e nuove batta più leggiere ad aria litio e o altri materiali meno costosi sarà una pacchia per i nuovi consumatori sempre se i costi saranno molto molto competitivi il mercato dell'auto elettrica e o ibrida esploderà. Grazie-

Silvano Ghezzo, venerdì 8 novembre 2013 alle1:55 ha scritto: rispondi »

A parer mio, oltre alle tre suddette caratteristiche, le batterie dovrebbero anche durare di più nel tempo prima di doverle cambiare per usura intrinseca dei loro elementi costitutivi. Durata che i costruttori attualmente sono molto restii a dichiararla apertamente.

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