Si chiama Ford Fiesta eWheelDrive e, come si può facilmente capire dal nome, è una variante a zero emissioni della popolare utilitaria di segmento B, anche se la tecnologia che la caratterizza la fa emergere dal ruolo di “solita” vettura elettrica, elevandola a qualcosa di più che potrebbe prefigurare i futuri modelli da città.

Nata all’interno del progetto eWheelDrive Car dalla collaborazione tra Ford e la tedesca Schaeffler, la Fiesta eWheel Drive si fa notare per la scelta di posizionare i suoi due motori elettrici, che funzionano indipendentemente uno dall’altro, all’interno delle ruote posteriori, liberando così lo spazio occupato dalla trasmissione e quello nella zona anteriore, cioè dove, nelle altre Fiesta tradizionali, è sistemato il propulsore termico.

La vettura è un prototipo perfettamente funzionante e anticipa per certi versi le future auto per la città e, secondo Pim van der Jagt, Direttore Ricerca e Ingegneria Avanzata di Ford Europa, si tratta di uno studio molto importante per la progettazione dei modelli elettrici dei prossimi anni:

Il progetto cui stiamo lavorando con Schaeffler apre nuove possibilità di sviluppo per i veicoli a zero emissioni, che possono guadagnarne in manovrabilità, ottimizzazione degli spazi ed efficienza. Guardando al futuro vediamo l’opportunità di esplorare nuove e innovative soluzioni per le vetture elettriche del domani, confrontandoci con le sfide che stiamo imparando a conoscere implementando questa tecnologia.

Nelle città sempre più congestionate e sempre più affollate di veicoli, tanto che alcune stime ipotizzano come, entro il 2050, il numero dei veicoli in circolazione sarà quattro volte quello attuale, la sfida per ingegneri e disegnatori sarà sempre più quella di realizzare modelli dalle dimensioni esterne compatte, ma allo stesso tempo funzionali, spaziosi ed ecocompatibili.

La proposta di Ford e Schaeffler con la Fiesta eWheelDrive è quindi quella di aver progettato dei cerchi speciali, al cui interno sono stati racchiusi sia i due motori elettrici che assicurano la propulsione della vettura, sia il sistema di controllo della decelerazione e i circuiti di raffreddamento. Le ruote, inoltre, consentono alla vettura di muoversi orizzontalmente, ampliando la capacità di effettuare le manovre di parcheggio anche in quegli spazi ridotti dove le automobili convenzionali non riuscirebbero a inserirsi.

In questo contesto altamente innovativo non sorprende pertanto l’impiego della propulsione elettrica, che al momento è l’unica tecnologia propulsiva in grado di assicurare maggiore flessibilità in fase di progettazione rispetto ai più ingombranti motori a benzina e diesel.

Gli studi sui veicoli del futuro non si fermano però qui, tanto che, all’interno del progetto MEHREN (Multimotor Electric Vehicle with Highest Room and Energy Efficiency) ed entro il 2015, Ford, Schaeffler, Continental, RWTH Aachen e l’Università di Scienze Applicate di Regensburg puntano a costruire due prototipi elettrici a alta efficienza energetica, caratterizzati anch’essi, come la Ford Fiesta eWheelDrive, da un ottimale sfruttamento degli spazi a bordo.

29 aprile 2013
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