Un veicolo ogni sedici venduti nel mondo entro il 2020 sarà un modello a basse emissioni, caratterizzato quindi dalla tecnologia elettrica o ibrida. A ipotizzare un tale scenario è uno studio effettuato da PricewaterhouseCoopers, che fissa verso un ipotetico 6,3% del mercato la quota che entro la fine del decennio sarà detenuta dalle auto elettriche.

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Le proiezioni si basano sulle tendenze rilevate in un sondaggio effettuato su un campione di oltre 200 persone di 34 Paesi. I dati raccolti si riferiscono al 2012 e mettono in evidenza un costante aumento delle vendite dei veicoli ecologici, dando vita ad un trend positivo che tuttavia, stando ai pareri degli addetti ai lavori, non potrà prescindere da una riduzione dei costi delle auto elettriche e ibride.

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La metà circa degli interpellati ha dichiarato infatti che la riduzione della spesa per i rifornimenti di energia sarebbe il fattore decisivo per scegliere una vettura di questo tipo, ma appare evidente come ad incidere sarebbe anche il prezzo di listino, che al momento frena non poco le vendite di ibride ed elettriche in quasi tutti i mercati. Non è un caso, infatti, se buona parte degli intervistati ha riferito di essere disposta a pagare una maggiorazione del prezzo per un’auto ecologica rispetto a un modello a benzina o diesel, a patto che l’aggravio sia contenuto al di sotto di 5.000 dollari.

Da più parti si chiede inoltre ai governi di investire nella realizzazione di adeguate infrastrutture per la ricarica, così da mettere a disposizione degli automobilisti una rete di distributori di energia capillare ed efficiente.

11 marzo 2013
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