Le auto elettriche come valida alternativa alle “tradizionali” vetture a combustione interna? Secondo una ricerca redatta dal MIT – Massachusetts Instituite of Technology di Boston le cose starebbero proprio così. Nel dettaglio: i veicoli a zero emissioni rappresenterebbero la migliore soluzione per le questioni connesse ai trasporti su strada che, indica il report, se ci si riferisce alla mobilità privata incidono per il 60% sulle emissioni totali del traffico stradale.

Il documento del MIT, a firma Jessica Trancik e compilato da una squadra di ricercatori che ha impiegato quattro anni per portare a termine il rapporto, mette in guardia il pubblico dal sollevare “facili” obiezioni (dal costo ancora relativamente elevato delle auto elettriche, alla loro autonomia che finora non è sugli stessi livelli delle vetture “convenzionali”, dalle lunghe soste necessarie per la ricarica).

Secondo Trancik e il suo gruppo di lavoro al MIT tutto ciò sarebbe soltanto frutto di una visione distorta e parziale del personale approccio quotidiano all’auto. In altre parole: dimmi come usi la macchina e ti dirò di cosa davvero hai bisogno.

Per arrivare a questo risultato i ricercatori di Boston hanno accumulato decine di migliaia di informazioni provenienti dai GPS di altrettanti autoveicoli che circolano in alcuni Stati federali degli USA (dal Texas alla Georgia, alla California). Tutti i dati raccolti sono stati inseriti in un unico database, che ha permesso di stabilire quali fossero i percorsi giornalieri effettuati dagli automobilisti.

L’incrocio di questi dati con quelli raccolti su scala nazionale dal Dipartimento federale dei Trasporti, sulla base di una serie di questionari inviati agli utenti, insieme ai dati sulle condizioni meteo e di traffico (utili a rilevare quali siano i periodi nei quali i sistemi di riscaldamento e di aria condizionata del veicolo si rendano necessari) ha portato a una conclusione, come si legge su “Nature Energy”: il 90% delle attuali autovetture potrebbe essere sostituito con le auto elettriche attualmente in commercio.

Per spiegare questo assunto i tecnici del MIT coordinati da Jessica Trancik spiegano che le attuali “costose”, “di poca autonomia” e “spesso ferme per la ricarica” auto elettriche consumano energia che rientra nei quantitativi che possono essere stoccati nelle batterie. Per intenderci: il normale “tragitto casa – lavoro – casa” può essere recuperato con una sola ricarica (attraverso il proprio “hub” domestico, di notte; o dalle colonnine, di giorno, mentre ci si trova al lavoro).

Si dirà – e questo è un dato incontrovertibile – che al momento dell’acquisto le auto elettriche sono in proporzione molto più costose rispetto alle pari classe “tradizionali”. Qui l’opposizione di Trancik è molto più chiara: tenuto conto degli esigui esborsi per il “pieno” di energia e per le spese ridotte relative alla manutenzione (e, viene da aggiungere, con gli incentivi – dove previsti – per l’acquisto e successivamente per le tasse di circolazione, anche se queste variano da Paese a Paese), Trancik indica che auto “tradizionali” a benzina–gasolio e auto elettriche vengono a costare, nella proiezione del rispettivo intero ciclo di vita, più o meno la stessa cifra.

Va tenuto conto che, nell’ottica futura, con il graduale aumento dei volumi di produzione, anche i prezzi delle batterie (spesa non indifferente, e questo va detto con obiettività) andrà a diminuire, facendo pendere la bilancia sempre più a favore della mobilità a zero emissioni.

Tutto questo per quanto riguarda i quotidiani spostamenti. Tuttavia, il discorso potrebbe cambiare in maniera sensibile se si affronta la “questione – vacanze”, o per lo meno nel caso di lunghi viaggi improvvisi. È qui che l’auto elettrica, almeno a una prima occhiata, rischia di mostrare i propri limiti. La risposta del MIT è rivolta ai nuovi metodi di utilizzo, dal car sharing al noleggio: secondo Trancik, le Case auto che producono modelli elettrici dovrebbero nello stesso tempo ideare sistemi modulari di impiego delle auto “tradizionali”, per venire incontro alle esigenze degli automobilisti.

“Capitolo” emissioni: e qui si apre una pagina fra le più delicate. Secondo molte opinioni, l’utilizzo dell’auto elettrica non comporterebbe un “miglioramento rivoluzionario” per l’ambiente, dal momento che l’energia elettrica utilizzata per l’alimentazione delle batterie deriverebbe proprio da combustibili fossili.

Anche qui il report compilato dal MIT tiene a tranquillizzare gli animi: stando alle proiezioni USA, che attualmente vedono la produzione di energia elettrica derivante da carbone (40%), gas (27%) e, soltanto in minima parte da fonti rinnovabili (13%), la riduzione delle emissioni da autotrazione si ridurrebbe già del 30% se il parco auto statunitense diventasse elettrico al 90%. Quanto basterebbe per centrare il target indicato dall’amministrazione Obama al 2025.

2 settembre 2016
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