Sta prendendo vita in Canada l’auto elettrica sportiva più veloce al mondo. Si chiama Dubuc Motors Tomahawk e la sua realizzazione è finanziata in crowdfunding, con una campagna lanciata nel maggio dello scorso anno sulla piattaforma StartEngine e che fino ad oggi è arrivata a raccogliere circa 6 milioni di dollari. L’obiettivo dichiarato dai responsabili è quello di arrivare a 20 milioni in vista della commercializzazione.

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La vettura è in grado di toccare le 160 mph, ovvero i 257 Km/h di punta massima, passa da 0 a 100 Km/h in un tempo di soli tre secondi; ha portiere con apertura a forbice e una videocamera che riprende a 360 gradi in tempo reale tutto ciò che accade nell’ambiente circostante. Il suo abitacolo è un 2×2 ed è presente anche uno spazio in cui alloggiare borse o valigie. Non si tratta comunque di una e-car adatta a tutti: non è un’utilitaria, né è adatta a soddisfare le esigenze di un’intera famiglia.

Stupisce in ogni caso l’autonomia garantita dalle batterie integrate (almeno quella dichiarata), che secondo il produttore arriverà a sfiorare i 600 Km con una singola ricarica, per la precisione 595 Km.

La Tomahawk si inserisce nella sempre più ampia famiglia delle auto elettriche che puntano tutto su uno stile aggressivo e sulla sportività. Una tendenza innescata all’inizio, nel decennio scorso, da Tesla con il modello “Roadster”, che in tempi più recenti ha conquistato anche l’australiana EVX con il modello “Immortus” dal design decisamente futuristico e Faraday Future con la sua “FF91″ (già 64.000 gli esemplari prenotati), solo per fare un paio di esempi.

Stando a uno studio condotto dai ricercatori di Statista, nel 2016 il numero complessivo di veicoli equipaggiati con motore elettrico diffusi a livello mondiale è stato pari a 1,3 milioni, con il modello “Tesla Model S” di Elon Musk in cima alle classifiche di vendita.

8 febbraio 2017
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I vostri commenti
Walter, mercoledì 8 febbraio 2017 alle15:04 ha scritto: rispondi »

Ancora tante preziose risorse dedicate ad auto elettriche per pochi, mentre il target dovrebbero essere le famiglie, specie quelle con bambini e quindi più sensibile al problema dell'inquinamento.

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