Fra gli argomenti a favore delle auto elettriche vengono spesso citati i benefici economici e ambientali collegati al sistema di propulsione “zero emissioni”. Tuttavia una “voce” importante è da tenere in considerazione, ed è relativa al piacere di guida che l’auto elettrica offre.

Silenziosità di marcia e massima coppia motrice istantanea sempre disponibile sono due degli aspetti che maggiormente interessano molti automobilisti. Di questo si è parlato nei giorni scorsi al “SAE World Congress”, simposio annuale che si è svolto a Detroit e ha chiamato a raccolta esperti del comparto automotive, responsabili di produzuione, tecnici e dirigenti nell’ottica degli sviluppi futuri per l’autoveicolo.

In particolare, per l’edizione 2016 del meeting i riflettori erano puntati sulle prospettive delle nuove tecnologie di propulsione: tema del congresso 2016 era “Powering Possibilities”. Il “new deal” connesso all’auto elettrica, da quanto è emerso alla tavola rotonda promossa a Detroit, passa soprattutto attraverso le sensazioni che derivano, per l’automobilista, durante la guida.

Gli stessi proprietari vengono indirettamente scelti quali testimonial della guida a zero emissioni: a questo proposito Jackie Birdsall, executive alla Divisione Engineering and Manufactoring di Toyota North America, ha indicato di non conoscere alcuno che dopo essere passato all’auto elettrica abbia manifestato l’intenzione di tornare alla “tradizionale” propulsione termica.

Un pensiero che trova conferma da quanto osservato da Larry Nitz, responsabile della Divisione Hybrid and Electric Powertrain Engineering di General Motors, il quale trova che nelle strategie di promozione dell’auto elettrica:

Spesso non sono stati messi in risalto determinati aspetti che, al contrario, giocherebbero a favore della mobilità a zero emissioni.

Il dirigente GM indica che, ad esempio, la strategia del “passaparola” fra automobilisti è un valido strumento di propaganda.

Riguardo allo stile, un modo per promuoverne la diffusione è strettamente legato al design: in questo, dichiara Yasuyuki Sando di Honda R&D, Tesla Model S è un ottimo esempio di auto elettrica in grado di attirare potenziali nuovi acquirenti giocando sulle linee oltre che sulla tecnologia powertrain.

18 aprile 2016
I vostri commenti
lui la plume, mercoledì 27 aprile 2016 alle10:22 ha scritto: rispondi »

Ho approfondito l'argomento e ... scopro che dal gennaio 2015 la conversione legale e abbastanza facille di una vettura in elettrica è possibile anche in Italia. Ho poi letto di alcune applicazioni a riguardo (Retrofit pare importata dall'America e Landi ... lombarda) Ora manca un intervento fiscale atto a rendere economica la trasformazione "che interessa tutti" (anche chi non usa la vettura). Perchè l'intervento dia vantaggi ecologici bisogna che non abbia un costo superiore a quello della vettura e qui.Landi .... che ha una esperienza nel passaggio da benzina a gpl ... con il suo prodotto che trasforma la vettura in una ibrida elettrica presentato recentemente come prototipo può fare molto .... staremo a vedere...... ma presto .... l'invasione di auto cinesi a basso costo è alle porte ..... e rischiamo di dover smaltire troppe vetture ... il caos.

lui la plume, mercoledì 20 aprile 2016 alle14:56 ha scritto: rispondi »

Non credo .... purtroppo il livello dei designer è precipitato .... la chiave del successo penso si possa trovare nei kit in grado di trasformare qualsiasi auto tradizionale in auto elettrica. Non avviamo bisogno di rottamare auto per acquistarne nuove "poco belle e poco pratiche". So che per "burocrazia" in Italia non sarà possibile è perderemo altri posti di lavoro ma in un paese meno ..... l'operazione sarà fatta in breve tempo ed in breve tempo si otterranno i documenti per circolare e ... per trasferirne l'immatricolazione anche qui .... (magari a far l'operazione saranno italiani costretti a trasferirsi per poter lavorare ..... qui l'unico interesse è legato alla tassazione sulle proprietà). So che "domani" localizzerò una vecchia 500 in europa la farò mettere a posto e trasformata in elettrica "regolarmente" .. se non potrò trasferirla qui vedrò di noleggiarla per un anno .... poi la noleggerà mia moglie ... sempre nel rispetto formale di una "folle" burocrazia.

Luigi, mercoledì 20 aprile 2016 alle8:21 ha scritto: rispondi »

Non condivido il titolo! Certo che design e piacere di guida hanno il loro peso ma prima, molto prima vengono: il costo di acquisto l'autonomia la velocità di carica la durata ed il costo di sostituzione delle batterie e solo dopo il design e la guidabilità che confermo importanti: guidando la Toyota Hybrid di mio figlio ho provato il piacere di guida elettrico e con il cambio automatico progressivo, soprattutto quest'ultimo mi ha entusiasmato. Insomma se mi viene offerta una vettura paragonabile ad una Panda od una Aygo come dimensioni e maneggevolezza con almeno 250 km di vera autonomia con ricarica completa in max 6 h e con il costo di acquisto e di sostituzione delle batterie che mi equivalga al costo di acquisto e del carburante (per la stessa percorrenza) dell'equivalente vettura a benzina allora le vetture elettriche si diffonderanno. E già con le caratteristiche che ho detto rimane una vettura da corto raggio, solo la ricarica velocissima (max 10 min) potrà spaccare il mercato, altrimenti resta una diffusione limitata. Così la penso io. Salve a tutti.

Marco Baudino, martedì 19 aprile 2016 alle10:12 ha scritto: rispondi »

la chiave del successo, oltre a design e piacere di guida, sarà la disponibilità di colonnine di ricarica!!! SI DEVE PARTIRE DA LI'!! Prima la logistica, POI la distribuzione sul mercato. Sana regola economica per aggredire un mercato, soprattutto innovativo e necessario come quello della diffusione dell'auto elettrica. Grazie e saluti Ing. Marco Baudino

lui la plume, martedì 19 aprile 2016 alle8:44 ha scritto: rispondi »

si dovrebbe trovare il modo di trasformare il ibrido il parco auto esistente altrimenti ci troveremo con problemi di smaltimento.

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