In un contesto come quello del mercato delle auto elettriche, che sembra viaggiare tra alti e bassi anche in conseguenza della crisi che ha colpito l’intero settore negli ultimi tempi, proseguono gli studi per la messa a punto di nuove tecnologie che aiutino questo tipo di veicoli a raggiungere prestazioni in tutto e per tutto ai livelli dei tradizionali mezzi a benzina e diesel. Un paio delle più interessanti soluzioni tese ad aumentare l’efficienza delle batterie per auto elettriche arrivano dalla Scozia e dall’Italia.

Arriva notizia dall’Università di Saint Andrews in Scozia, che un gruppo di ricercatori guidati dal professor Zhangquan Peng ha messo a punto un sistema per le batterie al litio-aria che fa uso di un elettrodo d’oro in grado di migliorare notevolmente la capacità di immagazzinamento degli accumulatori, arrivando a conservare fino a 10 volte l’energia elettrica normalmente caricata su un pacco batteria tradizionale.

Ciò significa che un veicolo con una batteria di questo tipo potrebbe vedere aumentata sensibilmente la propria autonomia, annullando il gap nei confronti di una vettura con motore a combustione interna. La soluzione del team scozzese consiste nel sostituire il tipico elettrodo poroso in carbonio con un elettrodo d’oro con dei microscopici nanopori.

Inoltre, è stato messa a punto una batteria sperimentale hanno utilizzato un elettrolita composto da liquido costituito da ioni, arrivando a migliorare la capacità di mantere la carica della batteria a fronte del degrado che si nota nel ciclo di scarica e ricarica dell’energia. In altre parole, si è notato che dopo 100 cicli di carica, scarica e ricarica completi, la batteria riusciva a mantenere il 95% della sua capacità di carica originale, così da estendere la sua durata ben oltre il normale ciclo di utilizzo di una vettura.

E sempre in tema di batterie al litio-aria per auto elettriche va segnalato il risultato ottenuto da un gruppo di ricerca internazionale al lavoro presso l’Università La Sapienza di Roma, che ha messo a punto una inedita configurazione di questo genere di accumulatori sostituendo l’ossigeno ai metalli pesanti finora utilizzati, migliorando, secondo quanto spiegano gli scienziati, le potenzialità energetiche offerte.

A spiegare nel dettaglio la soluzione è il professor Bruno Scrosati, che ha guidato gli studi insieme a Jusef Hassoun del Dipartimento di Chimica de La Sapienza e al gruppo di Yang-Kook Sun della Hanyang University a Seoul in Corea:

L’innovazione risiede nella scelta di un materiale elettrolitico che, essendo stabile nell’ambito elettrochimico della batteria, ne consente la ciclazione prolungata e nella morfologia dell’elettrodo positivo che regola il flusso diffusivo dell’ossigeno nella cella.

Le batterie realizzate con queste tecnologie sfruttano un gas come l’ossigeno presente in grande quantità nell’atmosfera, ponendosi come una soluzione potenzialmente molto valida e ampiamente alla portata per i propulsioni dei veicoli elettrici di prossima generazione.

3 agosto 2012
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