Dopo aver rappresentato per anni uno dei punti più criticati e discussi della distribuzione digitale di contenuti multimediali, i cosiddetti Digital Rights Management (DRM), cioè gli strumenti di blocco che impediscono l’esecuzione di un software in determinati casi previsti dal distributore, sconfinano dall’ambito dell’intrattenimento per arrivare (con le opportune modifiche) al mondo dell’automobile.

La prima ad esplorare questa possibile nuova tendenza pare essere stata la Renault ZOE, la compatta elettrica caratterizzata dalla scelta di fornire la batteria a noleggio e non inclusa nel prezzo, come avviene invece per quasi tutti i modelli a zero emissioni sul mercato.

Proprio questa particolarità commerciale ha suggerito a Renault di cautelarsi alla fine del periodo di utilizzo previsto dal contratto di noleggio per il pacco batterie. La casa francese, a quanto si apprende dalle testimonianze rilasciate su alcuni forum del settore dai primi possessori della Renault ZOE, ha implementato sulla vettura un sistema di blocco che, nel caso di inadempienza, permette da remoto il blocco della batteria, che non potrà quindi essere più ricaricata fermando la vettura e appiedando quanti la usano.

La clausola è stata inserita nel contratto di noleggio delle batterie ed è quindi obbligatorio che tutti i clienti la accettino per entrare in possesso della citycar elettrica. Sebbene non è stato del tutto specificato, questa soluzione lascerebbe inoltre a Renault la facoltà di bloccare la ricarica non solo alla fine del periodo di noleggio e in mancanza di rinnovo, ma anche nel caso in cui il cliente salti il pagamento della quota periodica.

La questione ha fatto emergere sul Web diverse riflessioni legate all’aspetto privacy che un accesso da remoto così invasivo può avere se si pensa alle informazioni che una vettura è in grado di raccogliere.

Secondo alcuni osservatori, nel dialogo tra il software di bordo e il centro di gestione Renault potrebbero finire anche i dati su come e quanto è usata la vettura, sul luogo in cui si trova in un determinato momento, sul numero di ricariche effettuate e molto altro ancora, con il rischio che se questi contenuti finissero nelle mani sbagliate potrebbero rappresentare un pericolo tangibile per la riservatezza e la sicurezza dei clienti.

Il problema dell’automobile connessa va comunque al di là del tipo di tecnologia usata per la propulsione, dato che con l’arrivo previsto nei prossimi anni delle cosiddette “autonomous car“, cioè automobili in grado di andare da sole da un punto ad un altro senza richiedere l’azione di un conducente umano.

La prassi di affidarsi totalmente ad un sistema computerizzato sarà sempre più diffusa, per cui la piccola Renault ZOE non è solo un’apripista tra le auto a ridotte emissioni di dimensioni contenute, ma anche l’antesignana di un nuovo modo di fruire dell’automobile che farà sicuramente discutere nel prossimo futuro.

14 novembre 2013
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I vostri commenti
arturo terragni, venerdì 15 novembre 2013 alle0:22 ha scritto: rispondi »

hanno imparato dalle compagnie telefoniche, dovrebbero però avvisare il cliente almeno parecchi Km prima e lasciarlo giungere ad una destinazione ed attivare il fermo ad auto ferma in località conosciuta. Anche se a mio avviso è un'emerita fesseria, che potrebbe essere ormai adottata su qualsiasi mezzo mobile. Se mai mi comprerò una zoe vedro di pagarmi la batteria e di pretendere una garanzia esemplare.

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