Tesla Model 3, Chevrolet Bolt, Opel Ampera-e, nonché la aggiornata Nissan Leaf possiedono un elemento in comune: la capacità di percorrere più chilometri con una singola ricarica rispetto alle auto elettriche “tradizionali” (per capirci: quelle che da alcuni anni cercano di farsi strada sul mercato).

Tuttavia, secondo un recente studio condotto dal centro di ricerca statunitense NREL – (National Renewable Energy Laboratory), l’autonomia offerta dalle attuali auto elettriche “extended range” non sarebbe ancora del tutto sufficiente per convincere i potenziali acquirenti a passare dalla normale propulsione benzina o gasolio alla filosofia “zero emissioni”.

Il sondaggio ha messo in evidenza, più nel dettaglio, il fatto che la maggior parte degli automobilisti di oltreoceano (il rapporto ha preso in considerazione un campione di 1.015 nuclei familiari, dei quali il 60% possiede una o più autovetture) non prende in considerazione la possibilità di passare all’auto elettrica, a meno che questa non possieda un’autonomia in grado di rivaleggiare con la capacità di percorrenza delle pari classe a motore termico.

In termini percentuali il 56% degli intervistati dal NREL ha dichiarato di pensare al possibile acquisto di un’auto elettrica soltanto se l’autonomia sia superiore a 300 miglia (oltre 480 km): un traguardo al quale le attuali tecnologie in materia di batterie agli ioni di litio stanno comunque arrivando.

Più articolata appare la questione relativa alle infrastrutture: maggiore autonomia sì, ma è necessario disporre di reti di ricarica capillari. In questo senso, il 53% del campione intervistato nel sondaggio indica che per il passaggio all’auto elettrica sarebbe necessario poter contare sulle stazioni di ricarica nei pressi dell’abitazione.

Tutto questo fermo restando che per il 52% degli automobilisti interpellati l’auto elettrica si rivela, rispetto alla vettura a benzina, potenzialmente “altrettanto efficiente, se non di più”.

In sostanza i sostenitori dell’auto elettrica ci sono; tuttavia ci si aspetta una definitiva affermazione dell’autonomia estesa, e nello stesso tempo occorre investire nello sviluppo delle reti (pubbliche e private) di ricarica.

14 aprile 2016
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