Il “Dieselgate” porta a casa almeno un risultato: la necessità per le case automobilistiche di accelerare lo sviluppo della mobilità sostenibile in chiave ibrida ed elettrica. Tenuto conto che la prima soluzione risulta fra le più efficaci, allo stato attuale, resta aperta la questione connessa al futuro delle auto elettriche, più che mai di attualità e, nello stesso tempo, legata a filo doppio ai programmi di sviluppo delle necessarie reti di ricarica.

È chiaro, a questo proposito, che sul taccuino delle priorità per i costruttori tedeschi ci sono nuove auto elettriche “alto di gamma”, da proporre sul mercato come dirette concorrenti di modelli già consolidati (vedi Tesla Model S e Model X). Tuttavia, vetture comode, veloci e ben rifinite non saranno sufficienti per una competizione “alla pari”: l’attenzione va data all’installazione di network efficienti per la ricarica rapida delle batterie, anche considerato che Tesla dispone dei “Supercharger”, tanto da rendere utilizzabili in pieno le auto elettriche “luxury” per i lunghi viaggi.

Fonti interne ad Audi hanno riferito in questi giorni alla stampa USA che una delle “voci” sulle quali il marchio di Ingolstadt punta in merito al lancio della versione di produzione di Audi e-tron Quattro, prototipo sviluppato su un’architettura MLB Evo e svelato al Salone di Francoforte lo scorso settembre, è legato alla disponibilità di una rete di ricarica rapida, che sarà fornita a tutti gli acquirenti della vettura.

Uno strumento in più per candidarsi, appunto, a ruolo di competitor nei confronti di Tesla, che può contare su un network di 1.400 stazioni di ricarica Supercharger dislocate in 231 sedi, da un capo all’altro degli Stati Uniti. A questa rete i proprietari di Tesla hanno libero accesso dopo avere pagato una tassa “una tantum” al momento dell’acquisto della vettura: la ricarica veloce si completa in mezz’ora e fornisce dal 20% all’80% di carica delle batterie, a seconda di quante vetture si trovano contemporaneamente in fase di ricarica in una stessa stazione.

Questa soluzione viene osservata attentamente dai vertici Audi: recentemente, durante l’Audi Performance Days, meeting sulle nuove tecnologie automotive che si è svolto a Madrid, uno dei dirigenti Audi (Reinhard Hoffmann) ha indicato che questa strada potrebbe essere percorsa anche dal marchio dei Quattro Anelli, “Insieme ad altre Case costruttrici”, che potrebbero essere BMW, FCA – Fiat Chrysler Automobiles, General Motors, Daimler – Benz, Porsche e la stessa Volkswagen.

Tutti Gruppi che si trovano impegnati nell’impiego dello stesso protocollo tecnologico (CCS – Combined Charging System) per la ricarica veloce. È anche da considerare che, mentre gli attuali “hub” di ricarica CCS si trovano limitati a 50 kW, i Supercharger di Tesla caricano a 125 kW. L’obiettivo, dunque, è di aumentare la potenza delle reti di ricarica, da parte di Audi, sui 150 kW, il che – dati alla mano – consentirebbe a una berlina elettrica “luxury” quale la versione definitiva della concept Audi e-tron Quattro di poter contare su un 80% di ricarica in meno di 30 minuti: a tutto vantaggio della disponibilità di utilizzo della vettura.

Ancora più conveniente sarebbe, in un’ottica a medio–lungo termine, lo sviluppo di un protocollo in grado di offrire una ricarica con potenze fino a 350 kW: il risultato, in termini pratici, significherebbe un tempo non molto lontano dal “tradizionale” pieno di benzina o gasolio.

Fin qui tutto bene, anche se resta in piedi la questione di mettere d’accordo molte teste. Il lavoro relativo al raggiungimento di “protocolli standard CCS fino a 150 kW” per la ricarica dovrà essere messo in piedi in tempi brevi (al massimo, e soltanto riguardo agli USA, entro cinque anni).

Vi è in più la difficoltà che, mentre Tesla ha potuto mettere in piedi la propria rete “Supercharger” (progettandola, finanziandola e costruendola) in autonomia, le differenti necessità e priorità “personali” per molte case automobilistiche, seppure coinvolte in un programma comune, dovranno essere mediate ed eventualmente appianate in virtù del conseguimento di un obiettivo univoco per tutti. Un traguardo che almeno in un primo momento costituirebbe un vantaggio solo per alcuni dei soggetti che partecipano al progetto.

La sfida, per Audi, quando il modello di produzione di e-tron Quattro sarà in vendita (presumibilmente nel 2018) non va vista esclusivamente come l’offerta di una “semplice concorrente” per Tesla, ma nella proposta di servizi al cliente che la factory californiana non offre: la competizione, dunque, più che sulle prestazioni su strada, si sposta su un campo finora soltanto sfiorato, cioè quello delle reti di ricarica e della loro potenza ai fini dell’ampiezza di utilizzo delle auto elettriche del futuro a breve – medio termine.

17 novembre 2015
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