Il primo modello elettrico per Aston Martin debutterà nel 2018, grazie a una partnership tecnologica fra il marchio di Gaydon e un’azienda cinese. La notizia viene comunicata in queste ore dai vertici della stessa Aston Martin.

Nel dettaglio, si tratta di una “joint venture”, siglata con LeEco, una tech company in fase di sviluppo nel settore dell’elettonica di consumo (e, come molti altri big player, interessata nel settore auto per diversificare il proprio business) fondata da Jia Yueting (magnate già tra i finanziatori del progetto Faraday Future) che entro due anni produrrà la versione di serie di RapidE, concept realizzata sulla Rapide S.

Il prototipo, che rappresenta il modello di ingresso per Aston Martin nel settore delle auto elettriche, era stato presentato lo scorso autunno alla Lancaster House alla presenza del principe William e del presidente cinese Xi Jinping.

In occasione del “vernissage”, l’amministratore delegato di Aston Martin, Andy Palmer, aveva sottolineato come il settore delle auto elettriche di segmento elevato giocherà un ruolo concreto nel futuro della factory di Gaydon, che si trova alla ricerca di nuove soluzioni di engineering in grado di compensare i valori di emissioni dei V8 e V12 del marchio di oltremanica.

La partnership anglo–cinese vede la firma dello stesso Andy Palmer e di Ding Lei, co – fondatore di See Plan che rappresenta la Divisione Automotive di LeEco: è interessante, in questo senso, osservare che l’intesa riguarderà non soltanto lo sviluppo di Aston Martin RapidE, programmata per il 2018, ma anche una gamma di veicoli connessi per conto di Aston Martin, LeEco e Faraday Future che potrebbero debuttare entro il 2020.

Dal punto di vista tecnologico, le informazioni riguardanti i dati tecnici di una versione definitiva della concept RapidE si rifanno a quanto era trapelato nei mesi scorsi: due impostazioni powertrain, una da 550 CV e una da 800 CV e almeno 320 km di autonomia. Appare pressoché confermato l’impiego da parte di Aston Martin dei sistemi connessi sviluppati da LeEco.

19 febbraio 2016
I vostri commenti
roberto bonezzi, sabato 20 febbraio 2016 alle10:07 ha scritto: rispondi »

Credo che siano il futuro assoluto del settore auto nel mondo, per poter a tutti gli effetti riportare l'inquinamento a tassi sostenibili, tenuto conto il buco nell'ozono che, se non bloccato al più presto, entro la fine di questo secolo potrebbe non dar scampo di vita quasi a nessuno.

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