Auto elettriche: 80% dei milanesi interessati, ma mancano le colonnine

Le auto elettriche potrebbero rappresentare un’occasione importante per la mobilità sostenibile. Ancora non sono molto diffuse e tanti esperti attribuiscono la motivazione della mancata diffusione soprattutto ai prezzi troppo alti che questi veicoli continuano ad avere sul mercato.

Eppure esistono tanti servizi di car sharing basati proprio sull’utilizzo delle auto elettriche, specialmente nelle grandi città anche nel nostro Paese. Una di queste città è Milano. Proprio i milanesi sono stati protagonisti di una recente indagine condotta da DriveNow del Gruppo BMW, che ha sondato il parere dei cittadini del capoluogo lombardo riguardo alle loro preferenze in tema di mobilità.

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I milanesi dimostrano di essere molto sensibili alla sostenibilità ambientale da realizzare attraverso l’uso di veicoli a zero emissioni. L’80% degli intervistati ha rivelato che ama scegliere le auto elettriche. Il 68% di coloro che hanno partecipato al sondaggio si dichiara disposto a scegliere le auto elettriche e non quelle che si basano sull’uso dei tradizionali carburanti inquinanti proprio spinto da una ragione di lotta all’inquinamento. Andrea Leverano managing director DriveNow Italia:

Questo è un dato davvero molto incoraggiante che racconta come i cittadini siano tutt’altro che disinteressati a tematiche di tipo ambientale, e soprattutto quelli che vivendo nelle grandi città debbono fare tutti i giorni i conti con aria carica di polveri sottili e inquinamento acustico.

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La questione dell’inquinamento non può essere sottovalutata, anche perché proprio nelle grandi città si ha a che fare spesso proprio con i danni provocati dalle polveri sottili, che ci sottopongono a continui rischi in termini di salute. L’unico problema nell’orientare la scelta delle auto elettriche sarebbe rappresentato dalla mancanza della diffusione delle colonnine di ricarica.

Il 95% dei cittadini riferisce che non ha mai provveduto alla ricarica dell’auto elettrica utilizzata attraverso i servizi di car sharing. Molti milanesi fanno notare che i punti di ricarica sono molto lontani dai percorsi abituali, mentre altri evidenziano il fatto che non sanno bene come funziona la ricarica delle auto elettriche.

29 novembre 2018
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I vostri commenti
Lui la plume, sabato 1 dicembre 2018 alle22:35 ha scritto: rispondi »

Spesso mi trovo ad invidiare chi ha la vettura elettrica, io cerco un posto vuoto ove parcheggiare lo trovo ... ma è per le auto elettriche. Auto che oggi possono fare il pieno in molti supermercati nel tempo della spesa. Certo la carica dura più del tempo dedicanile alla spesa .... ma siamo sicuri di non andare via con il pieno? Se per una carica completa servono quattro ore e con questa carica si percorrono 150 km in una ora se ne caricano più di 35 ... e visto che la percorrenza media è di 10.000 km annui ... 30 al giorno.. dovrebbero bastare. Più che il problema delle colonnine mi preoccupa il problema delle accise .... che fà lo Stato se vengono a mancare? Esisttono diversi problemi da risolvere : Le accise, Il costo de pacchi batterie, Le ricariche ... Ma esiste anche il problema della corrente che si butta via. E se si utilizzassero i pacchi batteria delle auto parcheggiare capillarmente dappertutto per creare disponibilità di corrente vicino ai punti di consumo in modo tale che si possano compensare i picchi di richieste? I lampioni ricevono corrente, oggi consumano meno rispetto a quando sono stati installati, caricare le batterie senza fretta con la corrente in eccesso per riprenderla se serve (mantenendo una carica sufficiente ai consumi normali) e se si prevede un percorso anomalo ... basta dirlo, premendo un bottone. Le vetture sono sempre in carica, trovano ovunque un posto di carica riservato e non pagano ne le batterie ne la carica sono tanti i soldi già stanziati per creare delle riserve di energia ..... basterebbe usarli anche per sviluppare il parco elettrico di vetture piccole e medie che fanno pochi chilometri ... ma ne immagazzinano tanti. Si paga solo un tanto a chilometro fatto. Nulla di più.

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