Auto elettriche: 5 cose da sapere dopo aver provato una smart EQ a Roma

Dieci giorni di utilizzo intenso di un’auto elettrica, la nuova smart EQ fortwo con ricarica da 22 kW, fatto di viaggi casa-lavoro/lavoro-casa. Un percorso tra i più trafficati della capitale, quello da Montesacro all’inizio di via Cristoforo Colombo, “12 km di passione” che al mattino, tra le 8 e le 9 e tra le 18 e le 19, possono voler dire anche un’ora di viaggio in macchina per attraversare alcuni dei punti più trafficati della Capitale, la tangenziale est, piazza San Giovanni e via dell’Ambaradan. Dieci giorni per renderci conto di tante cose importanti che riguardano le auto elettriche, ma anche toccare con mano l’impreparazione di Roma all’avvento della rivoluzione a zero emissioni. Per offrire una panoramica “reale” di cosa voglia dire guidare un’elettrica nella Capitale abbiamo deciso di sintetizzare le cinque cose che secondo noi chiunque dovrebbe sapere prima di mettersi alla guida di questa tipologia di vetture.

1) Mai come con le auto elettriche è di fondamentale importanza conoscere dei dettagli tecnici della propria vettura. Uno su tutti è essenziale: i kWh della batteria in dotazione. Perché vi chiederete? Perché questo dato è necessario per capire per esempio quanto spenderemo in ricariche. Facciamo un esempio: nel caso della smart EQ fortwo la batteria è da 17,6 kWh e considerando un costo a consumo di 0,45 €/kWh (la tariffa proposta da Enel) si ricava che un pieno di energia costa al massimo 7,92€ (0,45×17,6 kWh). Lo stesso calcolo può essere fatto sostituendo i kWh della batteria della vostra auto elettrica e il costo praticato dal gestore delle colonnine nella vostra città. Il più delle volte si spenderà molto meno di 8 euro perché si fanno spesso dei rabbocchi di carica e non una carica completa.

SMART_EQ_FORTWO_RICARICA

2) La coppia è disponibile da subito su un’auto elettrica, quindi quando la si guida, oltre a una coscienza pulita dal punto di vista ambientale, ci si diverte veramente tanto. È un aspetto che spesso non viene neanche citato quando si parla di guida di un’auto elettrica, il focus è sempre sulle basse emissioni, o sull’economicità della ricarica, ma le elettriche sono molto divertenti e piacevoli da guidare, anche in città e anche nel traffio. Quando scatta il verde saremo i primi a partire, riusciremo a fare sorpassi (sempre in piena sicurezza) che con la nostra vecchia vettura con motore endotermico non ci saremmo mai arrischiati a fare e potremo addirittura far mangiare la polvere a qualche scooter.

smart_eq

3) Trovare delle colonnine di ricarica funzionanti e non occupate a Roma (ma credo anche altrove in Italia…) può essere un’esperienza frustrante. Purtroppo la situazione delle più di cento colonnine nella Capitale non è affatto rosea. Nella nostra prova abbiamo potuto riscontrare che diverse colonnine, pur essendo segnalate come funzionanti (dall’app X Recharge di Enel ad esempio), in realtà una volta collegate alla macchina non caricano. La scritta desolante per il proprietario di un’elettrica è “ricarica in standby”, segno che la colonnina non sta funzionando adeguatamente e la nostra vettura non verrà caricata. È frequente anche il caso di una colonnina funzionante ma il cui stallo di ricarica sia occupato da un mezzo non elettrico che impedisce al malcapitato proprietario di elettrica di ricaricare. Le colonnine non funzionanti che in assoluto mi hanno più sorpreso sono quelle antistanti al Ministero dell’Ambiente a Roma, in via Cristoforo Colombo, 44: due su due non mi hanno mai consentito di ricaricare la smart EQ fortwo liquidandomi con la scritta “ricarica in standby” dopo aver collegato il cavo di ricarica all’auto.

ricarica_standby_ENEL

4) L’ansia da ricarica a volte si può trasformare in “panico da ricarica”, per esempio quando si devono percorrere 35 Km sul Grande Raccordo Anulare e si ha ancora un’autonomia di soli 39 Km. Spesso a nulla valgono le richieste di aiuto lanciate all’assistente vocale di Google per individuare la colonnina di ricarica più vicina su Maps. E allora l’unica soluzione sensata per portare la pelle a casa e non abbandonare l’auto per strada (in attesa di un carro attrezzi) è cambiare il proprio stile di guida e guidare davvero “elettrico”. Si impara a toccare in punta di piede l’acceleratore, anche sul GRA, a sfruttare l’inerzia delle discese “veleggiando” il più possibile, mettendo in N (Nullo) il cambio automatico e mantenendo sempre una velocità costante nei rettilinei, sperando che non ci si debba fermare e ripartire troppo spesso. Purtroppo il fatto che sulla smart EQ sotto i 19 Km di autonomia residua della batteria non venga più mostrato alcun indicatore di quanto ci rimane non aiuta a lenire l’ansia, anzi l’accentua facendola diventare panico vero, ma questa è un’altra storia.

Riserva_Batteria

5)Se vi piace sentire musica, oppure fare telefonate in vivavoce mentre andate in macchina allora le auto elettriche fanno per voi. Dimenticatevi il frastuono delle auto a motore, in un’elettrica siete solo voi e il flebile suono del rotolamento degli pneumatici (spesso appena percettibile). La silenziosità che si ha nell’abitacolo di un’elettrica non ha pari con nessuna auto a motore endotermico e si apprezza tantissimo se dobbiamo fare una chiamata di lavoro oppure se vogliamo goderci della buona musica. Inutile dire che questa silenziosità nell’abitacolo è la stessa che viene percepita anche all’esterno, se tutti viaggiassero in elettrica l’inquinamento acustico dovuto ai rumori dei mezzi circolanti verrebbe praticamente debellato.

24 ottobre 2018
I vostri commenti
Lui la plume, mercoledì 24 ottobre 2018 alle21:30 ha scritto: rispondi »

Parlando di colonnine. Invece dei contributi che finiscono per modificare le regole del mercato bisognerebbe installare una colonnina nel posto chiesto dall’acquirente, lo stallo ove parcheggiare la vettura riservato alle vetture elettriche dovrebbe riconoscere soste abusive e multare in automatico.. ovviamente il rischio di trovare il posto occupato da altra auto elettrica esiste.

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