Il 29 settembre il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato, con l’intervento IP/14/1053, la direttiva che permetterà la costruzione di una rete di approvvigionamento per i combustibili puliti, alternativi a quelli fossili tradizionali, col fine di rendere più facile il rifornimento per chi si avvicina a un tipo di mobilità sostenibile.

Come ha dichiarato il vicepresidente estone della Commissione, Siim Kallas, assegnato al settore Mobilità e Trasporti:

I carburanti alternativi sono fondamentali per migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, riducendo l’impatto del trasporto sull’ambiente e rafforzando la competitività dell’UE.

La direttiva è dedicata in particolare a elettricità, idrogeno e gas naturale (principalmente metano) ed è volta a garantire un numero minimo di punti di rifornimento, ma anche a uniformare gli standard di design e uso dei dispositivi in modo da rendere più semplice il loro utilizzo. Va però oltre, nella consapevolezza che per un uso intelligente di queste infrastrutture serve informazione tecnica, ma anche relativa ai prezzi.

Ecco che la direttiva comprende una serie di informazioni sui tipi di carburanti che possono essere utilizzati dai vari tipi di veicolo, sulle caratteristiche dei punti di rifornimento, compresa la loro mappatura e dà le linee necessarie per facilitare il confronto dei prezzi dei carburanti alternativi, rispetto a quelli fossili tradizionali.

Sarà possibile così superare almeno uno degli ostacoli principali, alla diffusione dei carburanti puliti, cioè proprio la scarsità di punti di rifornimento che rendano agevole e realizzabile una mobilità alternativa. Per gli altri due, cioè l’elevato costo dei mezzi di questo tipo e la reticenza generale della popolazione, si spera che la soluzione verrà da sé, con la diffusione di un tipo di viabilità davvero più sostenibile.

La direttiva diventerà effettiva dopo 20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e da quel momento concederà due anni a ciascuno Stato Membro per adeguarsi. A partire dalla presentazione di un “quadro politico nazionale“, nel quale sia specificato quanti punti di rifornimento ogni Paese ha deciso di collocare, relativamente a che tipo di carburanti, in quale punto saranno collocati, quali saranno le loro caratteristiche.

Tutto ciò entro il 2016, in modo che la Commissione possa verificare per tempo l’efficienza potenziale degli interventi e la coerenza con l’obiettivo ultimo, sempre secondo Kallas, di:

Rafforzare la competitività dell’UE. Dare la certezza del diritto che permetta alle aziende di iniziare a investire e fornire la possibilità di economie di scala.

La messa in funzione delle nuove infrastrutture avverrà poi tra il 2020 e il 2030. Nello specifico ecco i requisiti minimi che vengono imposti:

  • Elettricità – Viene richiesta la presenza di un punto di rifornimento ogni 10 auto elettriche registrate e l’utilizzo di una spina che sia uguale in tutti i Paesi dell’Unione Europea, entro il 2020.
  • Gas naturale liquefatto (GNL) – Dovrà essere presente una stazione di rifornimento ogni 400 km e si dovrà garantire un minimo di copertura anche nei principali porti marittimi e interni. Tutto ciò entro il 2025.
  • Gas naturale compresso (CNG) – Deve essere garantita la distribuzione in aree urbane e sub-urbane e in generale la presenza dovrebbe essere di almeno una stazione ogni 150 km, entro il 2025.
  • Idrogeno – La direttiva parla di “numero sufficiente” di punti di rifornimento, senza ulteriori specifiche, sempre comunque entro il 2025.

2 ottobre 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Daniel, venerdì 3 ottobre 2014 alle12:01 ha scritto: rispondi »

Auto elettriche e case ecosostenibili: tutti a favore dell'ambiente!!!

Lascia un commento